| Stuprata ed espulsa La denuncia della violenza subìta e un provvedimento del giudice che sospende l'espulsione non bastano: così una ragazza rumena è stata cacciata dall'Italia Fermata ed espulsa dall'Italia nonostante il giudice avesse ordinato che venisse rimessa in libertà. E' accaduto a una donna rumena incappata in un controllo della polizia a Bologna e l'episisodio sembra segnare l'avvio di un nuovo corso assunto dall'ufficio immigrati della questura di Bologna in ossequio alla legge Bossi-Fini. Una linea che prevede che le espulsioni siano eseguite anche aggirando le decisioni prese dai magistrati. Il caso clamoroso è avvenuto venerdì pomeriggio, quando una ragazza rumena è stata riaccompagnata in patria con il volo organizzato dalla questura nonostante il giudice avesse annullato il «provvedimento di trattenimento» eseguito il giorno prima. Alcuni mesi fa, T. C., ventenne, aveva subito una violenza sessuale. Per questo motivo aveva chiesto di rimanere in Italia per poter fare tutti gli accertamenti sanitari del caso ed eventualmente ricevere le cure adeguate, che difficilmente potrebbe ricevere in Romania. Venerdì mattina il tribunale di Bologna aveva deciso di revocare il trattenimento e di lasciare libera la ragazza. Una decisione «non recepita» dalla questura felsinea che ha preferito far rimanere T. C. nel centro di permanenza temporanea per cinque ore, in attesa del primo aereo diretto in Romania. Gli avvocati che difendono la ragazza presenteranno domani un esposto alla procura di Bologna, ma quello di venerdì scorso non è l'unico caso in cui la questura felsinea pare aver sorvolato sul potere di controllo del tribunale competente. Ogni sabato dal porto di Genova parte una nave che trasporta verso il paese d'origine i marocchini irregolari arrestati sotto le due torri. L'udienza di convalida del trattenimento, però, viene esaminata dal giudice competente solo il lunedì successivo, giusto un paio di giorni dopo che l'espulsione è stata eseguita. |
||