Con le nuove norme il processo subirà lo stop di un anno
"Picchiata da mio marito per venti anni terribili ora temo di non avere giustizia"
Cinzia, 49 anni: "Non è giusto che una donna si ritrovi in questa situazione"
MARINA CAVALLIERI
ROMA - La prima udienza c´era stata il marzo scorso, portare suo marito in tribunale non era stato facile per Cinzia. Erano stati necessari i referti del pronto soccorso e le denunce al commissariato, indispensabile il sostegno legale del centro anti-violenza, c´erano voluti anni di abusi e solitudine. Ora però né le botte né il coraggio né la tenacia sono bastati. «Cosa vorrei? Vorrei giustizia. Non so dire neanche io esattamente cosa vuol dire questa parola, dopo ventun anni di vita rubati, so solo che non è giusto che una donna si ritrovi in questa situazione». Cinzia ha 49 anni, due figli e un processo in corso contro l´ex marito che ha denunciato per violenza sessuale, maltrattamenti fisici e psicologici. Il suo processo è di quelli che rischiano di essere bloccati.
«Vivo in provincia di Roma e la mia storia è forse simile a quella di molte altre. Un matrimonio che scivola giorno dopo giorno, poi tocchi il fondo, ti scopri al capolinea: negli anni ci sono state violenze ripetute, di tutti i tipi, io avevo lasciato il lavoro e mi sono ritrovata in balia di un uomo che mi minacciava e disprezzava. Dopo le prime denunce lui ha continuato a fare quello che voleva, è un militare e diceva che nessuno mi avrebbe creduto. Violenze che sono andate crescendo negli anni, più passava il tempo, più lui aumentava di grado, più aumentava la sua cattiveria».
Violenze reiterate, spiega l´avvocato di Cinzia, Rossella Benedetti, «una delle storie più tristi che mi sia capitata», aggiunge nel suo studio dove arrivano molte donne vittime di stupri. «Siamo preoccupate di quello che sta accadendo in Parlamento, per fortuna proprio in questi giorni abbiamo terminato un processo per stalking, per un soffio. Ora c´è Cinzia». Che ricorda: «Al pronto soccorso a volte ci andavo con mia figlia che non potevo lasciare da sola. Lei poi non ha più voluto vedere il padre, a cui è stata tolta la patria potestà. Mio figlio invece che è maggiorenne oggi vive con lui, è la sua fotocopia». Poi è arrivato il sostegno del centro anti-violenza che le ha dato aiuto legale, la sua storia non era più una resa dei conti personale, una vicenda murata tra le pareti domestiche.
Ma non è ancora finita. «Oggi considero il mio ex marito ancora un pericolo, circola sotto casa mia senza motivo e mi ritrovo ad avere ancora paura. Speravo che il tribunale sarebbe stato l´ultimo atto, la seconda udienza ci doveva essere a settembre, ora non so cosa accadrà».