Articolo da " La Repubblica" del 24 novembre 2006


Video violento sui telefonini, decine di alunni interrogati. I genitori della ragazza: riceviamo minacce, ce ne andremo
Tredicenne filmata ad Ancona: sapevano in duecento
"Sfruttata" per quattro mesi. Indagati quindici minori per violenza sessuale di gruppo

ANCONA - Un quartiere in subbuglio, nuovi video a luci rosse con altre due ragazzine coinvolte, ma non ancora identificate. Al centro dell´inchiesta della squadra mobile, due scuole, separate da quel giardino comunale dove avvenivano le violenze. Duecento alunni, sfilano da giorni in questura, per essere interrogati. Perché forse sapevano, hanno visto, o peggio, conservano ancora, sui loro telefonini, le immagini delle violenze alla prima vittima: la ragazzina tredicenne che leggeva i libri di Melissa P.
Per quattro mesi è stata sfruttata dalla "community del sesso", (come la definiscono gli stessi investigatori). Ora che la sua storia ha provocato un´ondata di sdegno, ora che ha denunciato tutto, ora che quindici minori sono indagati per violenza sessuale di gruppo, divulgazione e commercializzazione di materiale pedopornografico, accade che la sua famiglia venga, ancora una volta, presa di mira da violenti, per ora senza volto. Ieri il padre ha denunciato danneggiamenti all´auto e minacce telefoniche. Il genitore poi, davanti agli agenti, visibilmente provato, ha dato sfogo alla sua desolazione. «Invece di attestati di solidarietà, riceviamo questo… il quartiere non ci vuole, ce ne andremo presto».
Un aspetto della vicenda, quest´ultimo, che sia il capo della mobile, Luigi Di Clemente che il procuratore capo del Tribunale dei Minorenni, Ugo Pastore non hanno esitato a definire vergognoso, a testimonianza di un clima che non ti aspetti, in quella che per tutti è una città tranquilla.
Ma dietro quei filmini sui cellulari, in possesso degli indagati, c´è ben altro. Emerge la storia di un gruppo di compagni di scuola che si incontrava per girare filmini hard, riversare e scaricarne altri da internet. Vittime, sempre le ragazzine del loro quartiere. Era questo il gioco, fino a quando non è intervenuta la polizia.
Per innescare la trappola, bastava che il bullo di turno si fidanzasse con una ragazzina della scuola, per farla poi inconsapevole attrice dei video della vergogna. Una sorta di tragico passpartout che si è tramutato in violenze di gruppo e seriali. Con le ragazze costrette a subire, sotto ricatto. Ora, si attendono gli esiti delle perizie della polizia postale, su email e altro materiale video. Ancora ieri in quelle stesse scuole, i video della vergogna, erano ancora in giro. Sui telefonini.

Statistiche sito,contatore visite, counter web invisibile