Articolo da "La Repubblica " del 15 febbraio 2006

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"Donne picchiate dai mariti, colpa loro"
Spagna, tesi choc di un teologo. I socialisti: ritirate quella rivista
ALESSANDRO OPPES
MADRID - Donne maltrattate, seviziate, uccise dai loro mariti o compagni? In fondo, se lo meritano. La tesi è ben poco cristiana, però compare su un foglio parrocchiale dall´innocente titolo, «Aleluya», edito a cura dell´Arcivescovado di Valencia. La legge contro la violenza domestica fu la prima a essere approvata, due anni fa, dal governo Zapatero appena entrato in carica. Votata all´unanimità, caso unico di accordo tra maggioranza e opposizione per arginare quella che si stava rivelando una piaga preoccupante. Tutte sciocchezze, secondo il cattedratico di teologia Gonzalo Gironés. «Nessuno confessa cosa fanno le vittime», scrive nel suo strabiliante articolo. «Più di una volta, provocano con la loro lingua».
Povero uomo. In genere, «non perde le staffe per volontà di dominio, ma per debolezza: non ce la fa più e reagisce scaricando la sua forza che schiaccia la provocatrice». Ma il teologo non si ferma qui nella sua sparata misogina. Perché la donna è doppiamente colpevole: provocatrice e «serial killer». «È vero, 63 donne sono state uccise dal loro partner nel 2005. Ma ci si rende conto che in Spagna, nello stesso periodo, ci sono stati 85mila aborti? Per ogni donna uccisa da un uomo, 1350 bambini sono stati assassinati per volontà delle loro madri». E questo «è peggio», secondo il cattedratico a riposo, che non solo non ha dubbi nell´equiparare l´aborto all´omicidio, ma non è neppure sfiorato dal pensiero che l´interruzione della gravidanza possa essere frutto di una decisione comune all´interno della coppia.
L´imbarazzo nella Curia di Valencia è assoluto. L´Arcivescovado smentisce che «Aleluya» sia una sua pubblicazione. «Abbiamo il nostro bollettino ufficiale. E comunque, i termini nei quali si esprime l´articolo non hanno nulla a che fare con il sentire della Chiesa». Eppure, ieri mattina, la rivista era ancora in vendita nelle parrocchie della terza città spagnola, e si poteva trovare persino all´ingresso della Cattadrale. E lo stesso direttore del foglio ecclesiastico, Juan Emiliano Pérez, insiste nel dire che si tratta di «una pubblicazione dell´arcivescovado», seppure «semi-ufficiale». In più, a creare sconcerto sul diffondersi di posizioni estremistiche all´interno della Chiesa spagnola, ieri mattina si è aggiunta una dichiarazione del vescovo di Ciudad Real, monsignor Antonio Algora, che paragona il premier Zapatero a Caligola, perché colpevole di aver voluto e fatto approvare la legge sui matrimoni gay.
A Valencia, la sparata misogina della rivista ecclesiastica ha provocato una levata di scudi nel mondo politico. Il partito socialista ha chiesto il ritiro immediato del bollettino parrocchiale, visto che l´articolo incriminato «trasmette il messaggio secondo cui molte donne si meritano i maltrattamenti che ricevono». E il sindacato Comisiones Obreras lancia l´allarme sul fatto che prese di posizione di questo tipo possono «contribuire a fomentare e tollerare i comportamenti violenti».
L´articolo su un bollettino vicino alla Curia di Valencia. L´accusa: "Le vittime provocano con la lingua. Imbarazzo nella Chiesa |
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