Articolo da "Il Corriere.it " del 13 agosto 2006


Il clandestino, 28 anni, è pregiudicato.
Violentata a 14 anni in vacanza ad Alassio
Arrestato un marocchino con il foglio di via. L’ha attirata in casa con una scusa. La ragazzina voleva un aiuto per la spesa
ALASSIO (Savona) — «

L’ho seguito. Mi sembrava un ragazzo gentile. Mi ha violentata »: in lacrime,masostenuta da due amici che l’hanno convita a denunciare lo stupro, la ragazzina s’è presentata alla caserma dei carabinieri di Alassio e ha raccontato la violenza subita poche ore prima. In un misero «basso » a poca distanza dalla caserma. È successo giovedì, in pieno giorno, fra le quattro e le cinque di pomeriggio. «Una bambina» mormora addolorato il tenente dei carabinieri Geremia Lugibello, che ha raccolto alle otto di sera la testimonianza della quattordicenne.
La ragazza era in vacanza sulla Riviera Ligure con una comunità che ospita ragazzi con problemi familiari, brutte storie alle spalle, genitori che si dividono fra alcol, droga e carcere. Dovevano essere giorni di serenità in una località particolarmente bella, una delle più eleganti della Riviera di Ponente. Per A. è diventato un incubo. Era uscita con gli amici per una passeggiata, poi si è allontanata da sola e ha incontrato M. R., 28 anni, marocchino, pregiudicato, clandestino, il questore di Savona aveva emesso nei suoi confronti un ordine che gli ingiungeva di lasciare l’Italia. «Mi ha chiesto di aiutarlo a portare delle borse della spesa fino a casa — ha raccontato la ragazzina ai carabinieri —. Abbiamo cominciato a parlare. Era giorno. Non mi sembrava di fare niente di male».
A. si è lasciata convincere ad entrare in casa, un locale in via Sollai. Appena chiusa la porta l’uomo l’ha aggredita, tutto è stato rapido. L’ha violentata. Nel crudo linguaggio dei verbali c’è scritto «con un rapporto non protetto». Non si è neanche dato la pena di trattenerla, dopo. Si è spostato in un’altra stanza, la ragazzina ha raccolto i vestiti da terra ed è uscita in strada. È corsa a cercare gli amici. Li ha trovati al molo di Alassio. Non ha avuto il coraggio di raccontare subito tutto, quando è riuscita a spiegare perché sembrava sconvolta sono stati loro, entrambi minorenni, un ragazzo italiano e un ragazzo marocchino, a convincerla ad andare dai carabinieri perché «quello non la deve passare liscia».
Si sono presentati insieme, tutti e tre. Il racconto inizialmente confuso si è fatto via via più chiaro e identificare l’aggressore a quel punto per i carabinieri di Alassio è stato abbastanza facile. La descrizione dell’uomo e dell’abitazione fatta dalla ragazza — nonostante lo choc—era molto precisa. Lo hanno trovato alle dieci e mezza di sera mentre beveva e ascoltava musica in un bar sul lungomare di Alassio. Ha negato e ha continuato a negare anche quando in caserma lo hanno messo di fronte alla ragazzina che lo ha riconosciuto senza il minimo dubbio: «È stato lui». «La ragazza — dice adesso il tenente Lugibello— ha fornito un gran numero di dettagli e di circostanze che ci permettono di ricostruire con precisione quelle ore».
M. R. si trova ora in stato di fermo. La quattordicenne dopo essere stata visitata dai medici del pronto soccorso, che le hanno riscontrato anche lividi ed escoriazioni sul petto e sulle braccia, è stata affidata a personale specializzato per il sostegno psicologico.
Erika Dellacasa

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