| AGLIE´, ACCORDO TRA LA BIOGEST DI TORINO E GLI ATENEI DI MILANO E PADOVA L´Università nel business dei maiali transgenici E´ nato un patto fra la Biogest di Torino (ente no-profit finanziato dalla Regione), l´Università di Milano Bicocca e l´Università di Padova per lo sviluppo degli xenotrapianti in Italia. La parte piemontese dell´impresa (che vede coinvolti anche le Molinette, l´Ordine Mauriziano, il consorzio multidisciplinare universitario «Centro») verrà condotta ad Agliè, nelle quattro cascine prospicienti al parco del castello ducale che, dopo essere state «messe in sicurezza», sono ora in rapida ristrutturazione. Il primo maiale vi entrerà nell´autunno del 2003 per cominciare quella che è una grande avventura scientifica, medica e zootecnica insieme. Testimoniata anche dall'allestimento anche di particolari camere operatorie, ove si addestreranno i chirurghi successivamente impegnati negli innesti sull´uomo. Ad Agliè vivranno circa 250 maiali, non tutti destinati agli xenotrapianti considerato che una considerevole parte di essi sarà invece appartenente a razze dimenticate dall´allevamento industriale e che il nuovo centro tenterà di recuperare. Con vivo interesse dei buongustai, visto che si prevede anche di realizzare una macelleria artigianale per la produzione di prosciutti assolutamente «speciali», che potrebbero diventare un altro motivo di interesse turistico per una Agliè sempre più elegante, curata, pronta ad accogliere i propri ospiti (che sono tanti, soprattutto dall´estero). Ieri, nel convegno «Trapianti e Xenotrapianti», s´è molto parlato degli aspetti etici, giuridici e scientifici. Che si cammini in fretta, su questa strada, è stato confermato dall´immunologo Emanuele Cozzi, tornato all´Ospedale di Padova dopo nove anni trascorsi a Cambridge, dove opera il miglior team mondiale nello sviluppo degli xenotrapianti. Cozzi ha annunciato che a Padova è stato raggiunto un primato mondiale: una scimmia è infatti sopravvissuta per ben tre mesi con un rene di maiale. Il risultato è importantissimo perchè dimostra i progressi ottenuti con l´allevamento di suini transgenici, quindi con organi innestabili a minor rischio rigetto. Il panorama dei possibili xenotrapianti spazia dal cuore (probabilmente il primo organo che verrà impiantato in Italia, forse a Torino), al rene (un settore nel quale c´è una richiesta altissima di organi per via di interminabili liste d´attesa), al fegato (peraltro già utilizzato in una sfortunata occasione su un essere umano negli Stati Uniti) ed al pancreas. Di particolare interesse, al convegno di Agliè, l´intervento di padre Maurizio Faggioni, professore di Bioetica all´Accademia Alfonsiana di Roma, che ha ribadito come la Chiesa sia sostanzialmente favorevole sia agli xenotrapianti, sia alla manipolazione genetica sugli animali («Fa parte dell´amministrazione della realtà naturale che è stata affidata all´uomo»). L´onorevole Michele Vietti ha invece annunciato un progetto di legge su «Disciplina della ricerca e della sperimentazione biogenetica» con l´articolo 4 destinato proprio alla disciplina degli xenotrapianti. Un passo importante per passare dalla teoria alla pratica, dalla speranza scientifica alla realtà medica di ogni giorno. Angelo Conti |
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