Articolo da "La Repubblica" del 17 febbraio 2004

Al mercato nero del rene
Il business del nuovo schiavismo tra Europa e Turchia
traffico d´organi
L´industria del bisturi si espande: Asia, Sudamerica e ora i Paesi dell´Est
In molti casi la copertura è garantita da pezzi corrotti di amministrazioni statali

ROMA - Il traffico d´organi è un ramo della grande industria del nuovo schiavismo. Utilizza lo stesso materiale umano, segue le stesse via di traffico. E´ il risultato dell´incontro tra fenomeni diversi: lo stato di miseria di vasta aree del mondo, i progressi della medicina nel campo dei trapianti e delle tecniche anti-rigetto, il crescente divario tra domanda e offerta di organi. Secondo la relazione elaborata dalla parlamentare europea svizzera Ruth-Gaby Vermont-Mangold nel giugno dello scorso anno, in Europa ci sono attualmente 120.000 pazienti in dialisi e 40.000 in attesa di trapianto del rene. Dal 15 al 30 per cento di questi malati muore durante l´attesa. Dopo il 2010 il tempo dell´attesa, che oggi è di tre anni, potrebbe raggiungere i dieci.

E´ nel campo dei trapianti di rene che il traffico d´organi ha raggiunto dimensioni industriali. Ma non mancano notizie sul commercio (effettuato anche attraverso Internet) di altre parti del corpo. Conducono al settore più oscuro e atroce di questi commerci: l´espianto-omicidio. E´ provato il prelievo degli organi dei condannati a morte in Cina. Altri segnali giungono periodicamente dal Sud America, dall´Asia, dall´Africa e dall´Europa dell´Est. Due indagini che hanno lo scopo di verificare proprio questa ipotesi investigativa sono in corso in Italia, a Trieste e a Bari. Una terza indagine è stata aperta a gennaio dalla procura di Roma dopo la denuncia dell´agenzia vaticana "Fides" sull´utilizzo di minori nel traffico d´organi. L´irrilevanza sociale delle vittime (scelte accuratamente tra persone poverissime e prive di legami familiari) ha fino a ora reso molto difficile l´acquisizione di prove e favorito la nascita di leggende metropolitane.

Il mercato dei reni è invece provato senza ombra di dubbio. Le prime notizie di ricchi asiatici che andavano in India e in altri paesi dell´Asia risalgono all´inizio degli anni Ottanta. Lo scandalo suscitato da inchieste, prevalentemente giornalistiche, ha indotto molte regioni dell´India a emanare leggi penali in materia. Tuttavia il traffico non solo non s´è interrotto ma ha individuato nuovi mercati, prima il Brasile e le Filippine, poi i paesi dell´Europa sudorientale che oggi sono i principali ?donatori´ dell´Occidente. Infatti, benché il divieto di compravendita degli organi sia sancito da convenzioni internazionali, il reato specifico non è presente negli ordinamenti della maggior parte degli Stati. Nel sottolinearlo, la relazione dell´Europarlamento propone al Consiglio d´Europa l´elaborazione d´uno specifico protocollo aggiuntivo alla Convenzione contro il traffico degli esseri umani. Un problema particolare si pone per Israele dove le compagnie di assicurazione di fatto incentivano il mercato illegale rimborsando (con 40.000 dollari) i trapianti eseguiti all´estero.

E´ stata individuata un´organizzazione che opera tra la Moldova e l´Ucraina (paesi fornitori di organi) e la Turchia (dove vengono effettuati gli espianti e i trapianti). Il rene viene venduto per cifre che vanno dai 2500 ai 3000 dollari, mentre i trapianti costano 150-200.000 dollari. «Generalmente - si legge nella relazione - lo stato di salute dei donatori peggiora nel medio periodo a causa dell´assoluta mancanza di qualunque assistenza medica, della durezza delle condizioni di lavoro, dell´alimentazione inadeguata e all´alto consumo di alcolici. Molti dei donatori illegali sono a loro volta costretti alla dialisi e al trapianto». E´ questo il futuro di Victor Solomon, l´uomo che ci ha raccontato la sua storia.

La Moldova è stata individuata dall´indagine europea come il paese più a rischio a causa delle condizioni di estrema povertà di buona parte della popolazione e dell´inadeguatezza delle strutture repressive. Nel corso d´una visita effettuata nell´ottobre del 2002, la commissione d´inchiesta ha accertato che il denaro ricevuto come contropartita per la donazione del rene viene utilizzato per la ristrutturazione della casa, per aiutare parenti e amici, per l´acquisto di un´auto usata o, semplicemente, di alcolici.

(g.m.b.)