Articolo da "Il Mattino di Padova" del 15 novembre 2002
PARLA IL DOTTOR RUPOLO

«Il futuro è il trapianto di tessuti umani»

di Rosalba Giorcelli

MESTRE Già prima dello scandalo delle valvole brasiliane, il Veneto aveva scelto di incentivare la donazione di organi e privilegiare il trapianto di tessuti cardiaci umani. Più sicuri e meno costosi: circa 2500 euro il rimborso spese dall'individuazione del donatore al trattamento. A spingere il Veneto a fare da apripista sono stati i soddisfacenti risultati e il fatto di ospitare la maggiore banca dei tessuti nazionale (a Treviso e a Verona): proprio il Veneto è stata la prima regione ad adeguarsi all'accordo Stato-Regioni del febbraio scorso, ovvero a stabilire i requisiti per le strutture da autorizzare al trapianto di valvole umane e per le banche dei tessuti.

La prima unità operativa pre-accreditata è stata la Cardiochirurgia di Mirano; automatico l'accreditamento delle strutture già autorizzate al trapianto d'organi. «La comunità scientifica ha riconosciuto i minori rischi di complicanze, la maggiore durata e la migliore qualità di vita per chi riceve una valvola cardiaca umana rispetto all'impianto di prodotti meccanici o di sintesi», sottolinea il dottor Giampietro Rupolo, (nella foto) direttore del Centro Regionale Trapianti. «Non si costringe il paziente per tutta la vita ad assumere anticoagulanti che lo espongono al rischio di emorragie cerebrali. Sono più bassi anche i costi. Le linee guida nazionali ed europee parlano chiaro: nessuno ci deve guadagnare».

Lo conferma il dottor Adolfo Paolin, direttore della Banca dei Tessuti Veneta: «Il rimborso spese per l'individuazione del donatore, il prelievo dal cadavere, gli esami sierologici e microbiologici, la lavorazione e lo stoccaggio in vapori di azoto liquido di una valvola è di 2500 euro». I risultati degli esami microbiologici e sierologici non sono disponibili prima di due mesi: una quarantena che garantisce la sicurezza, come chiede la Regione, che ha fissato al 15 dicembre il termine per le domande di pre-accreditamento. Spiega Rupolo: «Da un anno la concessione di autorizzazione al trapianto di organi, tessuti e cellule e la verifica degli standard non dipendono più dal Ministero ma dalle Regioni, che stabiliscono i requisiti minimi per sale operatorie, esperienza e formazione dell'équipe, uso di materiali da banca dei tessuti pubblica, accreditata e obbligata alla certificazione di idoneità».

Il discorso vale solo per i tessuti umani. Dopo la creazione della Banca dei Tessuti Veneta si sono viste 1000 donazioni in Veneto (9000 in Italia). Allora gli impianti di valvole meccaniche o suine erano evitabili? «Prima la disponibilità di valvole da donatore era bassa, e la scelta terapeutica è sempre una libera scelta del medico in base alle condizioni del malato e alla scuola. E ci vogliono modificazioni culturali per cambiare un uso chirurgico», conclude Rupolo.