"Primo trapianto di utero entro l´anno"
Usa, al via la selezione delle possibili candidate. Polemici i bioetici
Già al lavoro in un ospedale di Manhattan l´équipe di Giuseppe Del Priore
Per molti "non è un interventonecessario per la vita delle pazienti"
dal nostro corrispondente
Alberto flores d´arcais
NEW YORK - Dopo cuore, reni, fegato, operazioni che ormai si fanno in ogni parte del mondo, dopo quello di mani e da ultimo anche della faccia, la medicina dei trapianti è pronta ad una nuova frontiera: quella dell´utero. Entro il 2007 in un ospedale di Manhattan dovrebbe infatti essere trapiantato l´organo necessario alla gravidanza su una donna che a causa di precedenti malattie, incidenti o malformazioni, non è in grado di avere figli.
Un annuncio destinato ad aprire polemiche. Non solo dal punto di vista medico - è un´operazione considerata da molti ancora troppo rischiosa - ma anche da quello etico. Per Thomas H. Murray, che dirige l´Hastings Center di Garrison nello Stato di New York (un think-thank di bioetica) l´annuncio (riportato in prima pagina sul Washington Post) apre «domande molto complicate sia da un punto di vista medico che etico. Io penso che sia legittimo contestare, è una cosa molto difficile da giustificare». I bioetici temono soprattutto i pericoli per la madre e per il feto di una procedura che non sarebbe stata sperimentata a sufficienza su cavie animali, nonché i possibili gravissimi effetti collaterali per l´embrione dovuti ai farmaci anti-rigetto che la donna sarà costretta a prendere in gravidanza. Per Lori Andrews, bioetico al Kent College di Chicago «questo non è un intervento necessario per la vita delle pazienti, non si tratta di un trapianto di reni: senza un utero una donna può avere una vita sana, può adottare, può persino avere un proprio figlio biologico con una madre surrogata».
Nell´ospedale di Manhattan il ginecologo-oncologo Giuseppe Del Priore ha già iniziato la selezione delle possibili candidate (tutte donne tra i 40 e i 50 anni) e sempre sul Washington Post ha replicato ai critici: «Ho analizzato tutto quanto i miei colleghi hanno fatto nello stesso campo, ho condotto a mia volta moltissimi test su animali, e ritengo che l´operazione sia fattibile». L´intervento consisterà in quello che Del Priore definisce «un trapianto temporaneo»: l´utero impiantato verrebbe infatti rimosso nel momento stesso in cui la donna partorirà con un parto cesareo; «questo diminuirà la lunghezza dei tempi in cui la paziente dovrà essere sottoposta ai medicinali anti-rigetto», ha spiegato Del Priore. La procedura era già stata tentata nel 2002 in Arabia Saudita su una donna di 26 anni a cui era stato rimosso l´utero per una emorragia durante la gravidanza precedente: la giovane aveva ricevuto l´organo da una signora di 46 anni con un utero sano ma ovaie compromesse. Dopo tre mesi dall´operazione la giovane ha rigettato l´organo, ma gli specialisti hanno giudicato l´intervento un successo dal punto di vista tecnico.
Il primo trapianto dovrebbe avere luogo tra l´estate e il prossimo autunno. Dopo che la prima paziente riceverà l´impianto del nuovo utero i medici attenderanno tre mesi per accertarsi della funzionalità dell´organo. A quel punto un embrione creato in provetta verrà trasferito nel ventre della donna e dopo nove mesi il bimbo dovrebbe nascere con un cesareo.