articolo tratto da "La Repubblica"
del 4 aprile 2002

Seicento milioni di cellule rigeneratrici, prelevate dallo stesso paziente, iniettate sulle cicatrici di un infarto. L´uomo, 70 anni, ora può tornare a casa

Cuore, trapianto di staminali primo intervento a torace aperto

GIOVANNI MARIA PACE
ROMA - Un trapianto di cellule staminali ricavate dallo stesso paziente è stato eseguito su un uomo di 70 anni colpito da infarto. Scopo dell´operazione, avvenuta una settimana fa all´Istituto di cardiochirurgia dell´Azienda ospedaliera di Padova, è rigenerare il tessuto cardiaco danneggiato ed evitare ricadute. Secondo l´autore dell´intervento, il professor Gino Gerosa, si tratta del primo trapianto di cellule staminali a torace aperto, eseguito con la tecnica delle microiniezioni, 30 punture sulla parete laterale e posteriore del muscolo cardiaco al fine di immettere oltre 600 milioni di cellule rigeneratrici nelle cicatrici lasciate dall´infarto. Il paziente, che presentava anche di trombi nell´atrio destro ed era a rischio di embolia polmonare, sta bene ed è pronto a ritornare a casa. Tra sei mesi si saprà se le staminali prelevate dalla cresta iliaca, cioè da un osso dell´anca, e iniettate nel cuore sono state capaci di diventare cardiomiociti, ovvero di trasformarsi in cellule cardiache. Il successo del trapianto dipende da questa metamorfosi e dalla stabilità delle cellule neoformate. Negli ultimi due anni sono stati compiuti, seppure con tecnica diversa, alcuni interventi di questo tipo, ma all´iniziale clamore sono seguite poche notizie sull´esito nel lungo periodo. Non c´è dubbio comunque che l´inserimento di cellule staminali in zone lesionate del cuore (come del cervello e di altri organi) rappresenti una grande prospettiva nella medicina del nuovo secolo.

Il potenziale terapeutico delle staminali dipende dalla loro plasticità, l´incredibile trasformismo che permette alle cellule del cervello adulto di diventare sangue senza passare dallo stadio embrionale, come ha mostrato Angelo Vescovi nel 1999; oppure differenziarsi in muscolo o infine in cellule di altri tessuti. Non solo: di tessuti aventi origine completamente diversa. Nell´embrione, il cervello si forma a partire dall´ectoderma, il foglietto di cellule staminali più esterno (quello stesso che produrrà la pelle), mentre il sangue origina dal mesoderma, lo strato di mezzo dell´embrione. La plasticità si conserva, seppure a un livello inferiore, nei tessuti adulti, ciò che consente di evitare l´uso degli embrioni quale fonte di staminali e il conseguente problema bioetico.

In un intervento avvenuto nell´agosto 2001 a Duesseldorf, a un infartuato di 46 anni sono state iniettate nelle arterie vicino al cuore cellule prelevate dal midollo. Le cellule hanno raggiunto attraverso il sangue il tessuto cardiaco lesionato, riparandolo. Nell´ottobre 2001 a Mirano (Venezia) sono state immesse con un catetere nel muscolo cardiaco di due pazienti ischemici cellule staminali non ematopoietiche (produttrici di sangue). Nel gennaio scorso, all´ospedale Bichat di Parigi, si è proceduto a un impianto di cellule muscolari prelevate dalla coscia nella parte del miocardio necrotizzata dall´infarto. L´impiego di mioblasti e non di staminali (Mirano) oppure di staminali per via coronarica (Duesseldorf) o endocardica (Parigi) rappresentano metodiche - fa notare il professor Gerosa - diverse da quella utilizzata a Padova.

Qui le staminali prelevate dalla cresta iliaca sono state opportunamente trattate e fatte moltiplicare in vitro fino a raggiungere quei 600 milioni di unità, il quantitativo necessario all´impianto. L´intervento, compiuto in circolazione extracorporea, è durato quattro ore. Altri due pazienti sono in attesa dell´operazione, che presenta difficoltà più di coordinamento tra specialità diverse che di ordine tecnico. Ricorrendo alle cellule dello stesso individuo da curare, si evita la reazione di rigetto immunitario che si verifica con un donatore estraneo. Inoltre, il prelievo della «materia prima» è abbastanza agevole: a seconda che si tratti di cellule del midollo o di cellule muscolari si procede a una puntura o a una piccola incisione della pelle. Oltre che rimpiazzare i tessuti cardiaci distrutti dall´infarto, le cellule totipotenti possono curare, in prospettiva, malattie degenerative del cervello come il Parkinson, la sclerosi multipla, la corea di Huntington.