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Seicento milioni di cellule rigeneratrici, prelevate dallo stesso paziente, iniettate sulle cicatrici di un infarto. L´uomo, 70 anni, ora può tornare a casa Cuore, trapianto di staminali primo intervento a torace aperto GIOVANNI MARIA PACE Il potenziale terapeutico delle staminali dipende dalla loro plasticità, l´incredibile trasformismo che permette alle cellule del cervello adulto di diventare sangue senza passare dallo stadio embrionale, come ha mostrato Angelo Vescovi nel 1999; oppure differenziarsi in muscolo o infine in cellule di altri tessuti. Non solo: di tessuti aventi origine completamente diversa. Nell´embrione, il cervello si forma a partire dall´ectoderma, il foglietto di cellule staminali più esterno (quello stesso che produrrà la pelle), mentre il sangue origina dal mesoderma, lo strato di mezzo dell´embrione. La plasticità si conserva, seppure a un livello inferiore, nei tessuti adulti, ciò che consente di evitare l´uso degli embrioni quale fonte di staminali e il conseguente problema bioetico. In un intervento avvenuto nell´agosto 2001 a Duesseldorf, a un infartuato di 46 anni sono state iniettate nelle arterie vicino al cuore cellule prelevate dal midollo. Le cellule hanno raggiunto attraverso il sangue il tessuto cardiaco lesionato, riparandolo. Nell´ottobre 2001 a Mirano (Venezia) sono state immesse con un catetere nel muscolo cardiaco di due pazienti ischemici cellule staminali non ematopoietiche (produttrici di sangue). Nel gennaio scorso, all´ospedale Bichat di Parigi, si è proceduto a un impianto di cellule muscolari prelevate dalla coscia nella parte del miocardio necrotizzata dall´infarto. L´impiego di mioblasti e non di staminali (Mirano) oppure di staminali per via coronarica (Duesseldorf) o endocardica (Parigi) rappresentano metodiche - fa notare il professor Gerosa - diverse da quella utilizzata a Padova. Qui le staminali prelevate dalla cresta iliaca sono state opportunamente trattate e fatte moltiplicare in vitro fino a raggiungere quei 600 milioni di unità, il quantitativo necessario all´impianto. L´intervento, compiuto in circolazione extracorporea, è durato quattro ore. Altri due pazienti sono in attesa dell´operazione, che presenta difficoltà più di coordinamento tra specialità diverse che di ordine tecnico. Ricorrendo alle cellule dello stesso individuo da curare, si evita la reazione di rigetto immunitario che si verifica con un donatore estraneo. Inoltre, il prelievo della «materia prima» è abbastanza agevole: a seconda che si tratti di cellule del midollo o di cellule muscolari si procede a una puntura o a una piccola incisione della pelle. Oltre che rimpiazzare i tessuti cardiaci distrutti dall´infarto, le cellule totipotenti possono curare, in prospettiva, malattie degenerative del cervello come il Parkinson, la sclerosi multipla, la corea di Huntington. |
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