| L´eccezionale operazione a Miami. E´ di Genova, affetta da una malattia rara. La madre: momenti difficili, grazie medici Trapianti, otto nuovi organi per Alessia Usa, intervento record su una bimba italiana di sette mesi. Sta bene La malattia fu scoperta al Gaslini. La Asl e una colletta fra gli amici hanno consentito il viaggio e il pagamento della degenza ELENA DUSI La malattia è stata scoperta all´ospedale pediatrico Gaslini di Genova, la città dove Alessia è nata. La Asl e una colletta fra gli amici di famiglia hanno permesso alla bambina di partire per Miami, dove esiste il centro più specializzato al mondo per i trapianti multiorgano. Andreas Tzakis è il chirurgo di origine ateniese che ha guidato l´équipe chirurgica. Per dodici ore i medici hanno operato Alessia, rimpiazzandole di fatto l´intero apparato gastrointestinale. La parte più lunga e complessa dell´intervento è stata la rimozione dell´addome malato. Il trapianto dei nuovi organi - fegato, stomaco, pancreas, intestino tenue, intestino crasso, milza e i due reni - è avvenuto in blocco. Il "grappolo" (questo il termine tecnico) è stato collegato direttamente all´aorta di Alessia, e nel momento in cui il sangue ha ricominciato a circolare al suo interno, i medici hanno tirato un vero sospiro di sollievo. L´intervento è avvenuto lo scorso 31 gennaio. Ora la bambina è fuori pericolo e le sue condizioni sono buone. Se tutto continuerà a procedere bene, Alessia potrà uscire dall´ospedale fra una settimana. Ma la madre e la bimba (il padre e altri due figli sono rimasti a Genova) dovranno rimanere a Miami ancora per almeno tre mesi. Il pericolo ora è che l´organismo rigetti qualcuno dei nuovi organi. Accanto ad Alessia c´è anche un giovane medico originario di Bari, Gennaro Selvaggi, 35 anni di età e dieci di esperienza all´ospedale universitario di Miami, che ha fatto parte dell´équipe chirurgica. «Solo pochi giorni fa - ricorda la madre - mia figlia ha avuto un momento terribile, una ricaduta che ci ha fatto temere il peggio». Il donatore era un bambino americano di sei mesi, morto per problemi cardiaci. «Ai suoi genitori - racconta la madre di Alessia, non posso che esprimere la mia profonda gratitudine. Da madre, sono certa che avrei fatto lo stesso». I primi sintomi della malattia di Alessia si sono presentati al quarto mese dal concepimento. «Ma ho deciso - ricorda oggi la madre - di portare avanti lo stesso la gravidanza. La grave malattia di mia figlia è stata diagnosticata solo dopo la nascita. L´unico posto al mondo dove potevano salvarla era qui all´università di Miami». In Florida finora sono stati eseguiti un centinaio di questi interventi multiviscerali. A un anno di distanza, la sopravvivenza è del 90 per cento. Anche in Italia esiste un centro specializzato in trapianti multiorgano. Si trova a Bologna e negli ultimi tre anni ha operato sette pazienti (dieci le persone attualmente in attesa). Il "grappolo" più grande conteneva sette organi. |
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