| L´annuncio del professor Giuseppe Spriano del "Regina Elena". Il donatore è un uomo di Cesena, corsa contro il tempo Mandibola, primo trapianto al mondo a Roma nuova sfida contro il cancro L´intervento è durato 11 ore. Sirchia: "Un successo dei nostri scienziati" Finora si impiegavano protesi artificiali o innesti. Non servirà una terapia anti-rigetto ELENA DUSI Finora il tumore della mandibola - che in Italia colpisce circa tremila persone ogni anno - veniva curato con l´innesto di un frammento di osso della gamba o con una protesi artificiale. Ma la nuova tecnica, secondo Spriano, dà risultati migliori: «L´osso della gamba infatti è dritto. Per ricostruire una mandibola occorreva spezzettarlo e poi dargli una forma ricurva, non sempre vicina all´originale. Le protesi artificiali invece possono provocare rigetto». Una tecnica piuttosto recente - effettuata però solo da una manciata di ospedali italiani - consiste nel prelevare la parte di mandibola malata, depurarla dalle cellule tumorali e poi reinserirla nel paziente. «Ma questo intervento può essere usato - prosegue Spriano - solo quando la parte intaccata dal tumore è piccola. Non era il caso del nostro paziente, che aveva un tumore molto esteso». Individuato come donatore un uomo di 39 anni morto a Cesena, la corsa contro il tempo per effettuare il trapianto è iniziata. La mandibola è stata prelevata e poi trasportata a Bologna. Qui, all´ospedale Rizzoli è stata trattata con radiazioni e sterilizzata con azoto liquido a 196 gradi sotto zero. Mentre all´uomo morto a Cesena veniva impiantata una protesi artificiale per non deturpare il volto, a Roma l´equipe di chirurghi plastici, otorinolaringoiatri e anestesisti si preparava al complesso intervento. Sulla mandibola, infatti, si innesta il gran numero di nervi e muscoli che permettono la masticazione. «Abbiamo ricoperto la mandibola - spiega Spriano - con una membrana prelevata dal radio, un osso dell´avambraccio. Questa membrana si chiama periostio ed è percorsa da una vena e un´arteria principali. Vasi sanguigni che sono stati cuciti a una vena e a un´arteria del collo». La mandibola trapiantata non si adattava perfettamente al viso dell´anziano paziente. «E´ stato necessario - prosegue Spriano - accorciarla ed abbassarla un po´, ma penso che alla fine la differenza con quella originaria non si vedrà molto. Grazie alla sterilizzazione effettuata al "Rizzoli" non sarà necessaria una terapia anti-rigetto. Il pericolo semmai potrebbe essere quello di un´infezione o di un mancato attecchimento della mandibola». L´equipe del "Regina Elena" e il direttore scientifico dell´istituto, Francesco Cognetti, hanno ricevuto una lettera di congratulazioni anche dal ministro della salute Girolamo Sirchia. «Siamo di fronte a un nuovo successo nel settore dei trapianti - scrive Sirchia - che testimonia anche il valore degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico». Cognetti ha colto l´occasione per annunciare che entro il 2004 anche il "Regina Elena" si doterà di una Banca dell´osso. Attualmente, oltre a quella di Bologna, ne esiste solo un´altra all´ospedale Careggi di Firenze. |
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