Articolo da "La Repubblica" del 18 gennaio 2003.
L´annuncio del professor Giuseppe Spriano del "Regina Elena". Il donatore è un uomo di Cesena, corsa contro il tempo
Mandibola, primo trapianto al mondo a Roma nuova sfida contro il cancro
L´intervento è durato 11 ore. Sirchia: "Un successo dei nostri scienziati"

Finora si impiegavano protesi artificiali o innesti. Non servirà una terapia anti-rigetto

ELENA DUSI
ROMA - Si allunga la lista delle parti del corpo trapiantabili. Ieri all´ospedale oncologico Regina Elena di Roma, per la prima volta nel mondo, un uomo ha ricevuto da un donatore una mandibola nuova. Il cancro aveva devastato quasi completamente la parte inferiore del suo viso e le difficoltà nel deglutire lo avevano ridotto pelle e ossa. Il chirurgo Giuseppe Spriano ha così giudicato che era arrivato il momento opportuno per tentare il nuovo intervento. L´operazione, iniziata giovedì mattina, è durata undici ore. Ieri il paziente si è risvegliato dall´anestesia, ma data l´età (80 anni) le sue condizioni rimangono critiche.

Finora il tumore della mandibola - che in Italia colpisce circa tremila persone ogni anno - veniva curato con l´innesto di un frammento di osso della gamba o con una protesi artificiale. Ma la nuova tecnica, secondo Spriano, dà risultati migliori: «L´osso della gamba infatti è dritto. Per ricostruire una mandibola occorreva spezzettarlo e poi dargli una forma ricurva, non sempre vicina all´originale. Le protesi artificiali invece possono provocare rigetto». Una tecnica piuttosto recente - effettuata però solo da una manciata di ospedali italiani - consiste nel prelevare la parte di mandibola malata, depurarla dalle cellule tumorali e poi reinserirla nel paziente. «Ma questo intervento può essere usato - prosegue Spriano - solo quando la parte intaccata dal tumore è piccola. Non era il caso del nostro paziente, che aveva un tumore molto esteso».

Individuato come donatore un uomo di 39 anni morto a Cesena, la corsa contro il tempo per effettuare il trapianto è iniziata. La mandibola è stata prelevata e poi trasportata a Bologna. Qui, all´ospedale Rizzoli è stata trattata con radiazioni e sterilizzata con azoto liquido a 196 gradi sotto zero. Mentre all´uomo morto a Cesena veniva impiantata una protesi artificiale per non deturpare il volto, a Roma l´equipe di chirurghi plastici, otorinolaringoiatri e anestesisti si preparava al complesso intervento. Sulla mandibola, infatti, si innesta il gran numero di nervi e muscoli che permettono la masticazione. «Abbiamo ricoperto la mandibola - spiega Spriano - con una membrana prelevata dal radio, un osso dell´avambraccio. Questa membrana si chiama periostio ed è percorsa da una vena e un´arteria principali. Vasi sanguigni che sono stati cuciti a una vena e a un´arteria del collo». La mandibola trapiantata non si adattava perfettamente al viso dell´anziano paziente. «E´ stato necessario - prosegue Spriano - accorciarla ed abbassarla un po´, ma penso che alla fine la differenza con quella originaria non si vedrà molto. Grazie alla sterilizzazione effettuata al "Rizzoli" non sarà necessaria una terapia anti-rigetto. Il pericolo semmai potrebbe essere quello di un´infezione o di un mancato attecchimento della mandibola».

L´equipe del "Regina Elena" e il direttore scientifico dell´istituto, Francesco Cognetti, hanno ricevuto una lettera di congratulazioni anche dal ministro della salute Girolamo Sirchia. «Siamo di fronte a un nuovo successo nel settore dei trapianti - scrive Sirchia - che testimonia anche il valore degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico». Cognetti ha colto l´occasione per annunciare che entro il 2004 anche il "Regina Elena" si doterà di una Banca dell´osso. Attualmente, oltre a quella di Bologna, ne esiste solo un´altra all´ospedale Careggi di Firenze.