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Una ricerca, durata due mesi, del mensile "Happy Web". In vendita soprattutto reni, cuore, cornee e testicoli Trapianti, organi all´asta su Internet Nel bazar della rete anche ovuli da fecondare. Inchiesta dei Nas Nello scorso maggio il fenomeno denunciato dalla Dia MARIO REGGIO Questi gli incredibili risultati di una ricerca, durata due mesi, e compiuta da tre giornalisti per il mensile Happy Web. Un´inchiesta che avrebbe potuto fare qualsiasi persona con molto tempo a disposizione, una carta di credito e una buona capacità di navigare in rete. La molla è scattata, e non è un caso, andando a spulciare sui precedenti del traffico clandestino d´organi negli Stati Uniti. Così si scopre che, in una notte d´agosto del 2001, un giovane internauta americano decide di leggere la posta elettronica. Una e-mail lo lascia di stucco: O type kidney for sale. Il mittente gli chiede: «Se hai bisogno o conosci qualcuno che ha bisogno di un rene, contattami. Sto vendendo all´asta silenziosa un rene molto sano, di tipo O. L´asta si chiuderà il 31 agosto. Fai la tua offerta per e-mail. Jim». Partendo da questo caso l´équipe di Happy Web si mette in caccia sulla rete. Usando un motore di ricerca tra i più diffusi digitano la parola chiave kidney for sale, ovvero rene in vendita. E d´improvviso s´apre un mondo sommerso, agghiacciante. Ufficialmente sono siti che vendono "videocassette sui trapianti". In realtà sono aste on-line dei trafficanti d´organi. Provare per credere. Navigando sul sito appare la finestra kidney for sale: the art of selling a kidney (l´arte di vendere un rene). Cliccando appare www.transplantkidneysale.com. La scritta nella schermata propone: "Prezzo di listino, fate un´offerta. Digitate una cifra qui sotto, minimo 300 dollari". Se si fa trascorrere troppo tempo la schermata scompare e ne appare un´altra, che tratta tutt´altro argomento. La prova ripetuta per giorni su altri siti porta alle stesse conclusioni: cuori in vendita, cornee disponibili, un chilo di fegato, fino ai costosissimi testicoli. Che attraverso la rete globale siano nati fiorenti mercati sulla vendita di organi non è una novità. Il fenomeno è stato denunciato lo scorso maggio nella relazione sulla criminalità della Direzione investigativa antimafia. «L´inventiva della criminalità non ha limiti - si legge nel rapporto - si sospetta che gli stessi neonati o, addirittura, gli organi di giovani uomini e donne possano alimentare commerci e le ricchezze delle mafie attive in varie parti del mondo». Un sospetto confermato dal procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna: «In una riunione al Viminale, un ministro della Moldavia spiegò che nel suo paese la grande criminalità aveva investito grossi capitali sul traffico d´organi. La seconda conferma arrivò dalle intercettazioni disposte da una procura del Nord Italia su gruppi della mafia cinese. Anche in questo caso i sospetti furono confermati». Ma non è facile spezzare il traffico via Internet. «Questi siti, nel paese in cui hanno sede non contravvegnono a nessuna legge - afferma Umberto Rapetto, responsabile del Gruppo anticrimine tecnologico della Guardia di Finanza - e quindi la polizia del luogo non può intervenire. Sul lato di chi acquista, poi, la legge sulla privacy ci impedisce di identificare chi fa gli acquisti». Cosa fa il ministero della Salute? Il ministro Sirchia ha deciso di mettere in campo i carabinieri dei Nas: al lavoro gli esperti del web che hanno il compito di individuare i presunti venditori di organi. Sul caso riproposto da Happy Web interviene anche Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro nazionale trapianti. «Oltre alla mancanza di eticità la via della compravendita di organi non dà alcuna garanzia. Malati italiani andati in India sono tornati anche con il virus dell´Aids. La nostra rete nazionale - spiega Nanni Costa - è invece di assoluta garanzia e non possono entrare organi dei quali non si conosce la provenienza. Se avessimo notizie di intermediari italiani le denunceremmo subito alle autorità competenti». |