Articolo da "Il Mattino_online" del 26 marzo 2003
INGEGNERIA GENETICA E DEI MATERIALI
Già pronti gli organi su misura
Pelle, cornea, vasi sanguigni

EVELINA PERFETTO
Organi «su misura», capaci di sostituire quelli malati o logorati dall’uso. È la nuova frontiera della medicina, aperta dall’ingegneria genetica e da quella dei materiali, che nel giro di qualche decennio renderà obosoleta la chirurgia dei trapianti e inutile la spesso disperata ricerca di donatori.

All’origine di questa rivoluzione ci sono le ricerche biologiche sulle cellule staminali e sui fattori di crescita, oltre che le manipolazioni genetiche che possono essere fatte sulle cellule definite anche «bambine», perché, essendo i precursori di tutti i diversi tipi di cellule che formano tessuti ed organi, sono ancora in possesso di tutte le potenzialità di differenziazioni poi perdute dalle cellule adulte. Ma altrettanto importanti sono le ricerche sui nuovi smart biomaterials, i biomateriali intelligenti necessari per formare le «impalcature» su cui gli scienziati fanno crescere in laboratorio le cellule e poi i tessuti.

Le cellule staminali utilizzabili sono di due tipi: quelle embrionali e quelle adulte. Le prime sono «totipotenti» perché da esse si sviluppa tutto l’organismo, ma ovvie ragioni etiche limitano, se non bloccano, l’eventuale utilizzo sull’uomo. Per ottenerne grandi quantità bisogna infatti distruggere gli embrioni. Le seconde invece possono essere prelevate dal midollo osseo, dal sangue, dai bulbi olfattivi di un individuo adulto. La loro minore potenzialità a trasformarsi in cellule di altri tessuti viene compensata sia dalla maggiore facilità di prelievo che dalla totale compatibilità con l’accettore. Ogni essere umano può diventare, in pratica, la «banca di organi» di se stesso.

Un primo esempio di organo su misura è la pelle artificiale, il cui uso clinico è già stato autorizzato negli Usa dalla rigorosissima Fda, l’ente federale preposto alla commercializzazione dei farmaci. Coltivata in laboratorio con cellule umane «seminate» su un substrato di materiale plastico, la pelle artificiale si sta rivelando utilissima nei casi di gravi ustioni o di ulcere. Già al livello di sperimentazione sull’uomo sono poi le ricerche sulla produzione di altri tessuti ed organi come cartilagine, ossa, cornea, vescica, uretere. Ancora in una fase molto iniziale sono invece quelle sul rene, l’organo per cui nel mondo sono più lunghe le liste d’attesa. Utilizzando cellule staminali embrionali di uomo e di maiale, un gruppo di ricercatori del Weizman Institute di Rehovot, in Israele, è riuscito a far crescere nei topi reni perfettamente funzionanti e dotati di una rete completa di vasi sanguigni. Pur essendo formati da cellule di specie diverse, questi reni provocano una reazione immunitaria molto ridotta. Ma uno dei problemi finora irrisolti della ricerca è che le cellule staminali devono essere prelevate dagli embrioni, anzi dai feti, in uno stadio ben preciso di crescita: 7-8 settimane per quelli umani e 4 per quelli suini.

Altre ricerche molto promettenti sono quelle sui vasi sanguigni effettuate al Massachussets Institute of technology di Boston. Partendo da cellule staminali immerse in una struttura speciale che pulsa come i vasi sanguigni naturali, i ricercatori sono riusciti a creare nel topo piccoli capillari funzionanti. Se questo esperimento funzionerà anche sull’uomo, i cardiochirurghi avranno una nuova «materia prima» per i by-pass e quindi per combattere l’infarto: arterie del paziente, nuove e della misura necessaria.