Articolo da "La Repubblica" del 19 settembre 2005


Cleveland, cinque uomini e sette donne si sottopongono ai test della dottoressa Siemionow, che guiderà l´intervento
Trapianto di faccia, pronti i candidati
Al via gli esami per scegliere la persona da operare: dodici in lizza
Il paziente selezionato dovrà convivere con un volto prelevato da un donatore cadavere

LUIGI BIGNAMI
ROMA - E´ iniziato il vero conto alla rovescia per dare il via al primo trapianto di faccia mai eseguito su una persona. Da oggi e per le prossime due settimane 5 uomini e 7 donne visiteranno segretamente l´ospedale di Cleveland (Usa) dove incontreranno la chirurgo-plasticico Maria Siemionow, che guiderà l´intervento. Al termine dei colloqui e delle analisi necessarie la dottoressa sceglierà il paziente da sottoporre alla complessa operazione. Le 12 persone saranno invitate a sorridere, alzare le proprie ciglia, chiudere gli occhi e aprire la bocca, anche se non vi riusciranno completamente perché il loro viso è profondamente deformato da malattie o incidenti. I movimenti comunque, anche impercettibili, permetteranno alla dottoressa di individuare il paziente al quale si adatterà meglio il viso che verrà staccato da una persona morta.

Ma a questo incontro ne seguirà un altro altrettanto importante, durante il quale Siemionow chiederà a ciascun paziente: «Hai paura di risvegliarti assomigliando ad un´altra persona che neppure conosci?». Stando agli psicologi, infatti, sembra impossibile, che il paziente non subirà una crisi di identità e per questo la dottoressa vuol essere certa della volontà iniziale di chi subirà l´operazione ad affrontare un intervento così complesso. Il paziente infatti, dovrà convivere con un volto prelevato da un donatore che lui non ha mai visto prima. Inoltre non è detto che complicazioni legate a rigetto o infezioni non richiedano un ulteriore trapianto nell´arco di poco tempo o un intervento plastico di tipo classico. E ancora, almeno fin quando non si troverà una soluzione, il paziente sarà obbligato a prendere medicine che, come conseguenze, potrebbero sviluppare danni alle reni o tumori. «Per questo insieme di problemi, il primo paziente, la cui operazione sarà a totale carico della clinica, non sarà un bambino né un ammalato di tumore», ha spiegato la donna-chirurgo.

Ancora prima che l´intervento prenda inizio sono molte le voci che si alzano contro questo estremo obiettivo della chirurgia. Ma Siemoinow è certa che ciò che sta facendo, se diverrà normalità, darà sollievo a milioni di persone profondamente sfigurate dal fuoco, incidenti o malattie, obbligate ad una vita molto difficile.

La dottoressa Siemoinow ha già sperimentato il trapianto di volto su numerosi animali e cadaveri con i quali ha perfezionato la sua tecnica. Ma le differenze tra le situazioni sperimentate e quelle che si incontreranno sulle persone vive saranno notevoli. I problemi sono legati al fatto che si dovranno connettere, dalla pelle del donatore a quella del ricevente, due paia di vene e arterie su entrambi i lati della faccia. Sfruttando le più perfezionate tecniche di microchirurgia poi, si dovranno connettere 20 terminazioni nervose per dare modo al paziente di muovere il nuovo viso impiantato. Sottilissime suture, infine, fisseranno la pelle del donatore al ricevente in prossimità degli occhi, della testa, del collo, del naso e della bocca.

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