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Da "La Repubblica del 26 maggio 2002 La legge approvata dal Parlamento dell´Oklahoma. Ma il governatore frena Usa, primo sì alla castrazione per gli stupratori e i pedofili Previsti due gradi di condanna: inibizione attraverso i farmaci o mutilazione chirurgica GIANCARLO MOLA «Considerato che gli effetti della castrazione sono permanenti, il governatore è molto preoccupato», ha spiegato ieri il suo portavoce Dan Mahoney. Ricordando anche il caso di Jeffrey Todd Pierce, l´uomo condannato per violenza sessuale nel 1985 - proprio a Oklahoma City - e scarcerato lo scorso anno dopo che l´esame del Dna aveva provato la sua innocenza. «Alla luce della sua storia, il fatto che la mutilazione sia irreversibile è un problema». Quello che più preoccupa è però l´idea stessa di tornare alle pene corporali. Tra i dubbi che il governatore Keating è chiamato a sciogliere, c´è anche quello della compatibilità del provvedimento con la costituzione americana, che vieta «pene insolite o eccessivamente crudeli». La legge dell´Oklahoma si spinge infatti dove nessuno aveva mai osato. Supera di gran lunga la «castrazione chimica» - cioè la somministrazione di farmaci che inibiscono il testosterone e quindi limitano il desiderio sessuale aggressivo degli stupratori - già in vigore in California, Montana e Florida. E va nella direzione opposta rispetto al «ricondizionamento masturbatorio» che si sta sperimentando nel carcere di St. Albans, Vermont, e che consiste appunto in una terapia basata sull´onanismo. In Oklahoma, la castrazione chimica è solo la prima delle pene contro la violenza sessuale. Quella chirurgica arriva in caso di recidiva, se lo stupro è commesso con modalità particolarmente violente e contro i bambini, oppure se si è ripetuto più di una volta nell´arco di una giornata. Naturalmente, per disporre la mutilazione, il giudice deve poter contare sulla prova del Dna. E, in ogni caso, la castrazione deve essere eseguita prima che il condannato abbia finito di scontare la detenzione in carcere. L´approvazione del «castration bill» è un successo personale del senatore Frank Shurden, che ne ha fatto la bandiera della sua carriera politica sin dagli anni '70. Più volte la legge ha ricevuto il voto favorevole di una delle due camere. Ma si è sempre arenata nell´altra. Stavolta però la musica sembra diversa. Il governatore ha due settimane di tempo per esercitare il veto. E se non lo farà, dal 1 luglio il provvedimento sarà operativo. |
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