Articolo da "La Repubblica " del 20 febbraio 2006

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Jasmila Zbanic: non scordate la tragedia della mia Bosnia
"Tredici anni dopo la violenza subita non fa notizia"
MARIA PIA FUSCO
BERLINO - Ancora una festa di folla per Roberto Benigni, protagonista ieri sera della cerimonia ufficiale di chiusura della Berlinale. Sul tappeto rosso davanti all´ingresso del palazzo del cinema Benigni, con Nicoletta Braschi e Dieter Kosslick, direttore del festival, avanza lentamente, fermandosi più volte per rispondere agli applausi e alle manifestazioni d´affetto con buffoneschi saluti e allegre piroette. È gremito il piazzale esterno ed è affollata la sala dove il pubblico tedesco vede per la prima volta La tigre e la neve, un film che Kosslick ha scelto «come gran finale di un festival dedicato in gran parte al cinema che racconta il nostro tempo, anche nelle sue realtà più drammatiche. E Benigni la racconta con il linguaggio della poesia».
Il segno evidente dello spirito del festival è nei premi assegnati in una serata della quale il momento più toccante è stato quando Michael Winterbottom, miglior regista per The road to Guantanamo ha invitato sul palco Asif, Ruhel e Shafiq, i tre ragazzi che hanno subito realmente le torture del carcere Usa nell´isola di Cuba. La giuria, presieduta da Charlotte Rampling ha ignorato un maestro grande come Robert Altman a favore di cinematografie di paesi minori e di autori esordienti. Come Jasmila Zbanic, vincitrice a sorpresa dell´Orso d´oro, il premio maggiore, con il suo primo film Grbavica.
«Mi avevano invitato alla serata, ma non pensavo che fosse per un premio!», dice ancora emozionatissima. «Sono felice perché penso che il film potrebbe riportare l´attenzione dei media sulla Bosnia. Durante la guerra eravamo invasi dalla stampa e dalle tv di tutto il mondo. Nella nostra disperazione era un piccolo sollievo, avevamo l´impressione di non essere soli, il mondo si stava occupando di noi. Adesso la Bosnia non fa più notizia», dice con amarezza.
«Eppure i criminali di guerra sono ancora in libertà, uomini che hanno ordinato il massacro di 100 mila persone, ne hanno cacciato dalle loro case un milione, sono responsabili dello stupro di ventimila donne. Sono loro, le donne, le vittime più tragiche della guerra, oggi, a tredici anni dalla fine della guerra, sono state dimenticate da tutti, spesso emarginate dalle famiglie. Solo l´anno scorso sono state riconosciute come vittime civili della guerra, ma il risarcimento è quasi una beffa, 15 euro al mese. In genere fanno lavori umili, vivono ai margini della società. Spero davvero che questo film possa servire a ricordarsi di loro».
Durante la guerra Jasmila Zbanic viveva in un villaggio a poca distanza da Grbavica, devastata dalla ferocia dei militari. «Sentivo ogni giorno storie di donne stuprate, a 17 anni la sessualità era una scoperta, ne parlavamo continuamente tra amiche, non potevamo capire come si potesse sopravvivere alla violenza. Vivevamo nel terrore che potesse capitare anche a noi, passavamo il tempo a pensare a fughe impossibili, a ingenui modi per difenderci», dice la Zbanic che nel 1995 è partita per l´America. «A Sarajevo avevo studiato all´Accademia delle arti e del cinema, ho approfittato di una tournée di una compagnia di marionette per inventarmi un nuovo destino, per dimenticare gli orrori. Non ci sono riuscita, sono tornata a casa».
All´inizio voleva fare un documentario ma «raccogliendo qualche testimonianza avevo l´impressione che per molte vittime di stupri era troppo doloroso raccontare, era quasi un altra violenza. Quando nel 2000 sono diventata madre ho pensato che le vittime erano anche i tanti bambini nati dalla violenza, per la maggior parte abbandonati. Così è nata la storia di Grbavica, dalla voglia di raccontare il dolore di una madre e di una figlia, che solo a 12 anni scopre di essere figlia di un violentatore».
Grbavica uscirà in Italia distribuito dall´Istituto Luce che lo ha comprato al mercato di Berlino, quest´anno particolarmente attivo.
Il Luce distribuirà anche La guerra dei fiori rossi di Zhang Yuan, prodotto da Marco Muller con RaiCinema. Tra gli acquisti italiani, la Fandango distribuirà The road to Guantanamo mentre con la Lucky Red usciranno Requiem e Le particelle elementari.
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