| Stupri di massa nel Sudan occidentale Più di cento donne sono state seviziate in un attacco delle milizie arabe a Darfur nel Sudan occidentale. Parlando con la BBC il coordinatore delle Nazioni Unite per il Sudan, Mukesh Kapila , riporta che il conflitto sta creando una delle peggiori situazioni umanitarie nel mondo. Oltre un milione di persone sono sottopposte a oprazioni di “pulizia etnica”. Una caccia finalizzata a fare terra bruciata ad ogni iniziativa politica; una situazione comparabile nel genere, se non nelle dimensioni, a quella del 1994 in Ruanda. 75 persone sono state uccise, due settimane fa, all'alba nel villaggio di Tawila dalle milizie arabe, “tutte le case, un negozio, un centro sanitario sono stati saccheggiati, e il negozio bruciato. Più di 100 donne sono state stuprate, sei di loro sotto gli occhi dei loro padri i quali poi sono stati uccisi” Altre 150 donne e 200 bambini sono stati rapiti. Questo attacco di una quindicina di giorni fa, è uno dei tanti in questo arido territorio. Villaggio dopo villaggio viene raso al suolo dalle milizie. Le popolazioni locali, nere, lottano contro il governo -etnia araba, bianca- che ha abbandonato la regione privandola di ogni aiuto e lasciandola in balia di queste truppe. Ad aggravare il problema c'è la difficoltà a portare aiuti anche per via degli attacchi continui. “Ero presente in Ruanda ai tempi del genocidio e ho visto molte altre situazioni drammatiche nel mondo, ma sono totalmente shoccato per quello che sta accadendo a Darfur” . “E' pulizia enica, ed è la più grande crisi umanitaria e forse anche la più guerra più crudele in corso” |
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