Articolo da "Il Corriere della Sera" del 25 giugno 2003
Un progetto contro le discriminazioni sessuali, dalla tv alle assicurazioni. Ma ci vorrà tempo
Addio veline, vallette e club per soli uomini: l’Europa ci pensa

DAL NOSTRO INVIATO
BRUXELLES - Veline e vallette sono avvertite: tra qualche mese una nuova legge europea potrebbe costringere gli autori dei programmi televisivi a rivedere la loro presenza sul piccolo schermo. E a cancellare tutti i personaggi che riproducono i classici stereotipi maschili e femminili.

«SOLO UNA CONSULTAZIONE» - Da Bruxelles frenano: nessun progetto preciso, la discussione è ancora allo stadio iniziale. «Sull’argomento c’è stata solo una consultazione tecnico-giuridico interna - spiegano al Corriere della Sera fonti della Commissione Ue -: non è stata presa nessuna decisione politica». Ma intanto la bozza anticipata ieri in prima pagina dal quotidiano britannico Financial Times dimostra che la questione è seriamente allo studio. E in una prospettiva anche più ampia del piccolo schermo.

TEMPI LUNGHI - Oggetto: le discriminazioni sessuali su mass media e pubblicità, ma anche più in generale in tutti gli ambiti (e sono molti) in cui la materia non è stata ancora regolata. Obiettivo: «Evitare i ritratti stereotipati di uomini e donne». E quanto agli spot: bandire da carta stampata e televisione «ogni immagine lesiva della dignità umana e della decenza». Riguardo ai tempi, però, si prevedono molti mesi di discussione.

ASSICURAZIONI - La questione è delicata, suscettibile di innescare una rivoluzione (basti pensare alla televisione italiana) e in più preoccupa molto le compagnie di assicurazione, i cui malumori anche a Bruxelles hanno un peso rilevante. Nella bozza allo studio, infatti, dovrebbero essere rivisti i criteri «sessuali» per il calcolo dei rischi e dei premi. E le donne potrebbero, per esempio, smettere di pagare meno l’assicurazione sull’auto e di più quella sulla salute. Il team legale della Commissione europea sta studiando l’impatto che potrebbe avere una simile riforma.

STOP AI DIVIETI - Nell’idea del Commissario europeo al Lavoro e agli Affari sociali, Anna Diamantopoulou, secondo quanto riporta ancora il Financial Times , la legge sulla discriminazione sessuale dovrebbe estendersi il più possibile, coinvolgendo i settori più vari (le direttive attualmente in vigore riguardano quasi esclusivamente il mondo del lavoro, il resto è in gran parte «scoperto»), arrivando fino a far cadere il divieto per le donne di accedere ai club riservati agli uomini.

Il progetto originario, però, scrive ancora il giornale britannico, già in questa bozza è stato notevolmente diluito ed è probabile che nel corso della discussione venga ulteriormente «annacquato».

Alessandra Coppola