Articolo da "Il Gazzettino" del 21 maggio 2003

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LAVORO
Mobbing all'università: "donne contro"
per questioni di carriera
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| (E.M.A.) Lavorare nobilita l'uomo ma non le donne dell'ateneo patavino. E' il quadro che emerge da una ricerca condotta sulla "Condizione lavorativa del personale tecnico amministrativo dell'Università di Padova" dal professor Ivano Spano, docente di Sociologia e da Francesca Banfi, laureanda in Psicologia del Lavoro, presentata ieri nell'ambito di un incontro organizzato dal Comitato pari opportunità. «Dalle 319 risposte anonime al questionario pubblicato in Internet - spiega il professor Spano - risulta infatti che le donne sono le prime ad essere tanto vittime, quanto artefici di mobbing, quell'insieme cioè di azioni tese a svalorizzare e a mettere in cattiva luce altre persone nel posto di lavoro». «I dati infatti parlano chiaro - aggiunge la laureanda - Tra il 28\% delle persone che affermano di sentirsi ignorate, il 39\% dice che ad ignorare è una collega, il 24\% un superiore maschio ed ancora il 13\% un sottoposto femmina. In totale quindi le donne rappresentano il 64\% di chi tende ad ignorare». Ma secondo le statistiche la cosa non si ferma qui. Dalle affermazioni di coloro che asseriscono di essere messi in cattiva luce da qualcuno (16\%), risulta che il 70\% del campione responsabile di pettegolezzi e danni all'immagine è una donna. In particolare il 46\% sostiene che è una collega, il 20\% un superiore donna. «Inoltre - aggiunge Francesca Banfi - se si considerano le affermazioni del 5\% di coloro che dichiarano di essere stati denigrati, emerge che il 78\% di chi denigra sono donne e nello specifico il 59\% le colleghe, il 15\% una superiore ed il 3\% sottoposto femmine». «In sostanza - conclude il professor Ivano Spano - dai dati emerge che il fenomeno del mobbing riguarda prevalentemente le donne, che non a caso sono state proprio quelle a sentire un maggior bisogno di segnalare la propria condizione. Il fatto è dovuto sostanzialmente alla difficoltà che la componente femminile incontra nel fare carriera rispetto alla componente maschile, che quindi provoca una malsana competitività. E' chiaro infatti che se sull'autobus i posti disponibili sono 3 ma le persone che aspirano a salire sono di più lo scontro sarà automatico». |
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