| L’imprenditore è accusato di violenza, molestie e interferenze nella vita privata Telecamera nel bagno delle donne Il titolare di un’azienda lodigiana spiava le dipendenti: in due lo hanno denunciato LODI - Una microtelecamera nascosta nel bagno delle dipendenti, puntata direttamente sul Wc e collegata a un monitor installato nel suo ufficio. È il sistema per spiare le dipendenti adottato da R.C., piacentino di 56 anni, titolare di un’azienda di medie dimensioni del Lodigiano, nella quale lavorano solo donne. L’imprenditore a luci rosse è stato denunciato dalla squadra mobile di Piacenza con le accuse di violenza sessuale, molestie e interferenze illecite nella vita privata. Le indagini avevano preso il via con la denuncia presentata alla questura da due dipendenti, di Piacenza, che si erano licenziate per sfuggire alle attenzioni del datore di lavoro. «A settembre le due donne si erano rivolte a noi - ricorda Girolamo Lacquaniti, dirigente della squadra mobile di Piacenza - spiegando di esser oggetto di pesanti attenzioni». L’uomo aveva assunto comportamenti scorretti e morbosi, approfittando di momenti in cui le donne rimanevano sole nei loro uffici, passando da inviti del tipo «venga subito nella mia stanza» ad avances più pesanti ed esplicite richieste di rapporti sessuali. Infine, le due donne hanno scoperto lo «spionaggio» nella toilette: avevano notato la luce rossa della telecamera nascosta nello scaldabagno. Gli agenti hanno poi trovato altre due telecamere nel baule dell’auto dell’imprenditore, un monitor nel suo ufficio, cavi per effettuare le riprese. Respinto dalle due donne, l’imprenditore le aveva anche maltrattate e penalizzate sul lavoro. In seguito anche altre lavoratrici si sono licenziate senza però denunciare l’imprenditore che si è giustificato con l’esigenza di tenere tutto sotto controllo per evitare furti. Diego Scotti |
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