Articolo da "Il Corriere della Sera" del 17 maggio 2003
Nisha Sharma, «eroina» di New Delhi: «No ai mariti che chiedono il pizzo»
India, trionfa la sposa ribelle
Alle nozze fa arrestare il fidanzato che esige 25 mila euro di dote

Al promesso sposo non bastavano due televisori, due frigoriferi, due cucine. Una per lui, una per il fratello. E poi la festa pagata per duemila invitati, l’auto nuova. Ll’ultima richiesta è arrivata pochi minuti prima della cerimonia: «Un milione di rupie» (25 mila euro)». Per convincere il padre della sposa, i parenti di lui l’hanno schiaffeggiato sul prato del ricevimento. Quando l’ha saputo, avvolta in un sari rosso, con il corpo tatuato di henné, Nisha Sharma, 21 anni, ha fatto quello che migliaia di ragazze indiane non hanno il coraggio di fare. Ha chiamato la polizia. Ha denunciato il fidanzato, il 25enne Munish Dalal, insegnante di informatica. Arrestato per estorsione, rischia cinque anni di galera. In India, nel 2003, questa non è la cosa più normale del mondo. E’ un atto eroico. Normali sono le «nozze col pizzo». Anche nelle classi sociali medio-alte. La chiamano dote: la famiglia di lei costretta a pagare una «buona entrata» alla famiglia di lui. C’è pure il «wedding broker», il mediatore (che incassa il 15% della dote). Ci sarebbe pure una legge, del 1961, che proibisce tutto questo. Una legge sepolta nell’omertà, se è vero che da domenica a oggi Nisha Sharma, studentessa di informatica all’università di New Delhi, è diventata un’eroina. «Brava», titola a caratteri cubitali il «Rashtriya Sahara ». Le foto della sposa ribelle sono sulle prime pagine di tutti i giornali: ancora con l’hennè, seduta sugli scatoloni degli elettrodomestici(doppi). Alla porta di casa,, una fila di gente che la vuole incontrare. A tutti ripete: «Spero che molte ragazze trovino il coraggio di fare come me».

E’ una questione di sopravvivenza. Ogni anno in India settemila donne «muoiono di dote». A volte, quando marito e parenti non sono soddisfatti del «regalo nuziale», se la prendono con «l’ostaggio». Poche settimane fa un concessionario di auto ha avvelenato la nuora. A volte le donne vengono cosparse di kerosene e bruciate (dando la «colpa» alla stufa difettosa).

Non ci sarà una di queste stufe nel futuro di Nisha. Ma non ci sarà neppure un «matrimonio d’amore». In questi giorni ha ricevuto molte proposte da uomini che hanno apprezzato il suo coraggio. «Voglio finire l’università», dice lei. Ma intanto la famiglia vaglia le offerte. «Farò quello che diranno mio padre e mio zio», dice l’«eroina dimezzata». Dopo il fidanzato taglieggiatore conosciuto a marzo, quando lui rispose a un annuncio matrimoniale, le toccheranno altre nozze combinate. Forse felici, come nel film Monsoon Wedding . Possibilmente senza pizzo.

M. Fa.