Articolo da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 3 ottobre 2003
Smascherato ieri mattina dagli uomini dell'Arma dei carabinieri un insospettabile funzionario. E' un uomo sposato e con figli
Abusi sessuali su quattro dipendenti
Agli arresti domiciliari Fulvio Giacomo Donadeo, di Ruffano, capufficio economo dell'Inps

CASARANO Sul posto di lavoro pare lo chiamassero «lo sciupafemmine». Ma a quella figura persino un po' romantica, protagonista al cinema ed in tv, Fulvio Giacomo Donadeo, 49 anni, di Ruffano, capufficio economo della sede Inps di Casarano, non somigliava affatto. Perché lui, sposato e padre di quattro figli, le donne - o per meglio dire le dipendenti -, se non si piegavano alla sue voglie sessuali, le apostrofava in tutti i modi.

Quattro quelle prese di mira dalla metà dello scorso anno. Ma ad un certo punto, una, casalinga 39enne di Casarano, pure lei sposata e madre, non ce l'ha fatta più a sopportare approcci sessuali ed angherie, e si è licenziata. Ma al capufficio non l'ha fatta passare liscia. Quasi certamente dopo essersi consigliata col marito, il 25 luglio scorso ha infatti raggiunto la caserma dei carabinieri e lo ha denunciato: per violenza sessuale e mobbing.

Da quel giorno, per Fulvio Giacomo Danadeo, sono cominciati i guai. Perché la cosa si è presto risaputa nell'ambiente di lavoro, e via via l'uomo è stato per così dire isolato. Poi, tra ferie e riposi non goduti, ha trascorso più tempo in casa che in ufficio. Sino a che, ieri mattina, non gli è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare, nel frattempo firmata dal giudice delle indagini preliminari, Pietro Baffa, al quale era stata chiesta dal pubblico ministero titolare della delicata inchiesta, il sostituto procuratore Carolina Elia. Grazie alla condizione di incensurato, il funzionario dell'Inps è stato comunque assegnato ai «domiciliari». Forse oggi stesso, assistito dall'avvocato Alfredo Cardigliano, verrà interrogato dal giudice Baffa.

La notifica del provvedimento restrittivo gli è stata recapitata ieri mattina direttamente sul posto di lavoro, dai carabinieri della Compagnia casaranese, diretta dal tenente Riccardo Urciuoli. E pare che alla vista dei militari, più di qualcuno - e non solo tra le rappresentanti del cosiddetto «sesso debole» -, abbia tirato un forte sospiro di sollievo.

Perché se il capufficio economo è stato formalmente denunciato dalla casalinga di Casarano, proprio sulla scorta dell'atto di coraggio della donna, altre tre si sono poi fatte avanti, quantomeno per dichiarare agli uomini dell'Arma, che Fulvio Giacomo Donadeo, gli approcci di natura sessuale li aveva cercati anche con loro.

A subire le attenzioni erano state un'addetta al servizio di facchinaggio, come la prima denunciante, e poi due colleghe d'ufficio. A tutte, come s'è detto, l'uomo avrebbe riservato attenzioni morbose: in ascensore, nello scantinato dove si trova l'archivio, nel suo stesso ufficio. E non contento di aver palpeggiato ora l'una ora l'altra, come per infierire, ogni qualvolta poteva, le mortificava anche accusandole di incapacità sul posto di lavoro. Non solo: nel caso della denunciante, che risulta essere stata la più bersagliata, ma anche dell'altra addetta al facchinaggio, a mo' di ricatto, riduceva loro l'orario di lavoro e persino le chiamate nominative d'impiego, al fine di arrecare anche un danno di natura economica. Prima di giungere a tali estremi e alle minacce di licenziamento, tuttavia, in qualche caso anche con fare gentile, prometteva benefici economici, promozioni ed agevolazioni di vario tipo, che a quanto è dato di sapere non avrebbe in ogni caso potuto onorare, perché benefici e quant'altro non dipendevano certo da lui. Da lui, al massimo, dipendevano le ore di lavoro delle due addette al facchinaggio, una delle quali, esasperata, come si diceva, ad un certo punto si è tirata fuori da sé, tanto era stanca di avere a che fare con l'assiduo molestatore