Articolo da "Il Piccolo di Trieste" del 18 gennaio 2003.
Le vessazioni sul posto di lavoro più frequenti al Nord

Mobbing, «piaga» in aumento
Sono le donne le più colpite

ROMA - Stronca carriera e vita privata, colpisce prevalentemente donne e impiegati: è il mobbing, patologia che per la continua evoluzione sta finendo sempre più spesso sotto i riflettori. L'Eurispes l’ha trattato in una delle 60 schede del Rapporto Italia 2003.

L'indagine cui fa riferimento l'Eurispes ha coinvolto un gruppo di ricerca, operante presso l'Ospedale Sant'Andrea di Roma, costituito da medici del lavoro e psichiatri dell'ambulatorio di Medicina del lavoro della seconda Facoltà di medicina dell'Università La Sapienza: ha intrapreso un'attività ambulatoriale dedicata specificamente al mobbing. I dati hanno messo in luce aspetti di un malattia professionale che solo in Italia interessa un milione di lavoratori, su oltre 21 milioni di occupati, più nelle regioni del Nord (65%). Colpite specie le donne (52% del campione) e gli impiegati, tra i quali le vessazioni raggiungono il picco del 79%. In 14 mesi, da giugno 2001 a settembre 2002, i pazienti analizzati sono risultati essere per il 62,5% dipendenti di aziende private (il resto di quelle pubbliche) e per il 52% diplomati (laureati e possessori di licenza media si attestano invece ex equo al 24%). Il 48% dei soggetti è risultato sposato, il 14% divorziato o separato e il 38% celibe o nubile. Il 30% dei pazienti ha subito vessazioni per oltre due anni, il 40% ha sopportato angherie per uno-due anni, il 27% per 6 mesi-un anno e solo il 3% ha patito per meno di un semestre. I «rospi» sono tanti: da accuse di scarsa produttività all'incarico di compiti marginali rispetto a quelli di colleghi pari grado o addirittura subordinati, assegnazione di obiettivi impossibili e altro.