Articolo da "Il Nuovo" del 9 agosto 2002
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| GUARDA UN PO'... un caso di autosessismo... le donne risultano cattive con le loro simili; avvelenate dallo spirito di rivalsa, dalla frustrazione sessuale e sociale e così via... Non sono a loro agio nella società del comando? Non c'è niente di cui stupirsi... E' la società del comando e della gerarchia che è inadeguata, e, guardacaso, è stata inventata dagli uomini che continuano a produrre mobbing per il restante 62%. In ogni caso, le pari opportunità nel segno (e nel sogno) del comando, non sono ancora state raggiunte... le donne potrebbero essere ancora in tempo per inventare altre vie di uscita... |
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Il mobbing è femmina: le donne capo sono le peggiori
Secondo uno studio realizzato su oltre 150 aziende da un'associazione di psicologi e psicoterapeuti se il capo è donna la molestia è assicurata. E se la sottoposta è femmina è anche peggio.
MILANO - Il mobbing è femmina. Secondo uno studio realizzato su oltre 150 aziende di tutta Italia dall'associazione di psicologi e psicoterapeuti 'Donne & Qualita' della vita' se il capo è donna la molestia è assicurata. Questa ricerca sfata così il mito diffuso che in ufficio a voler prevaricare a tutti i costi siano soprattutto i maschietti.
Su 1000 casi di mobbing segnalati agli psicologi dell'associazione, ben il 38% sono conseguenza di abusi al femminile. E, di questi, ben il 58% perpetrati da donna capo a donna sottoposta, mentre appena nel 42% da donna a uomo. Dato che dimostra, tra l'altro, come sia forte la competizione tra il gentil sesso. Tra i motivi per i quali sarebbe aumentata l'aggressività femminile, nel 24% dei casi si colloca lo spirito di rivalsa della donna al potere e nel 21% la sua cronica insicurezza. Non manca anche quella che viene definita ''l'endemica insoddisfazione sessuale ed emotiva delle donne di potere'' (19%); nel 17% dei casi la colpa sarebbe dello stress, nel 14% l'eccesso di competizione con l'uomo e nel 9% una mancanza di vita familiare equilibrata.
Più in generale, il giudizio della donna capo, stilato da chi ci lavora insieme, non è troppo lusinghiero: per il 29% degli intervistati il proprio capo è troppo isterico, per il 25% addirittura violento; il 21% lo giudica aggressivo e brusco nei modi, il 17% frustrato e l'11% incoerente nelle scelte strategiche. Ma quali sono le azioni di mobbing 'rosa' piu' diffuse? Innanzitutto la pressione psicologica per far sentire una persona inadeguata alla mansione che svolge (nel 31% dei casi); ridicolizzare la vittima in pubblico per provocarla (28%); 'svuotarla' progressivamente delle sue mansioni ordinarie (16%); creargli problemi in ufficio per fargli fare brutte figure con i colleghi (14%); fino, nell'11% dei casi, a farla restare fino a tardi in ufficio senza un vero motivo professionale.
I luoghi di lavoro dove si pratica più diffusamente mobbing femminile nel 26% dei casi sono le banche, seguite dagli ospedali, le aziende in genere (20%), le agenzie di pubblicità e di comunicazione (15%), le università (10%) e le poste (6%). ''Spesso la donna - spiega la sessuologa Serenella Salomoni, presidente dell'associazione 'Donne & Qualita' della vita' - raggiunge posizioni professionali altolocate, di direzione o comunque di responsabilità, in modo frustrato, dovendo sacrificare tempo, sensibilità e piacere sull'altare del lavoro
e della carriera, per cui il meccanismo che scatta, il riflesso, puo' essere quello del mobbing, che purtroppo, ultimamente, non e' piu' solamente una prerogativa maschile''.
Per sconfiggere il mobbing, secondo Salomoni, ''non ci sono alternative: ''bisogna combatterlo, non piangersi addosso e scadere nel vittimismo. Occorre rivolgersi agli avvocati, ai sindacati alle associazioni. E poi coalizzarsi in ufficio con altri colleghi, perché di solito chi fa mobbing non lo fa solo verso una persona ma o lo ha già fatto o lo farà verso altre persone''.Non tutte le donne capo, però, vengono giudicate
negativamente, anzi. Nell'immaginario dei quadri aziendali, rimane forte l'aspirazione di poter condividere un'esperienza professionale con imprenditrici illuminate e di nome. Tra queste, spicca Marilena Ferrari, presidente di 'Art'e'', che raccoglie il 23% dei gradimenti, seguita dall'ex presidente dei Giovani Industriali, Emma Marcegaglia (22%), dall'imprenditrice 'illuminata' Marina Salomon, al 20%dei gradimenti, dalla stilista Laura Biagiotti (15%) e da Azzurra Caltagirone (10%).
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