Articolo da "La Repubblica Salute" del 16 giugno 2004


C'è mobbing "perinatale" per la donna che lavora

La neuropsichiatra Martelli: "Troppa pressione sociale: maternità da rispettare"

Gli esperti lo chiamano "mobbing perinatale" una estremizzazione per indicare una situazione di sovraccarico lavorativo che si protrae sino all'ultimo giorno di gravidanza e può portare ad una forma di stanchezza e di stress anche nel nascituro. "Molte madri si sentono attualmente fin troppo responsabilizzate rispetto al ruolo sociale" è il parere della dottoressa Marilisa Martelli, neuropsichiatra infantile e psicoanalista, responsabile del Centro Clinico per la Prima Infanzia dell'Ausl di Bologna, "e tendono a lavorare sino all'ultimo giorno di gravidanza, oltre a riprendere spesso troppo presto le mansioni professionali. Le madri di oggi sono donne perennemente di corsa, che hanno purtroppo dovuto dimenticare che il processo di crescita è lento, che anche la gravidanza andrebbe vissuta in maniera più contemplativa. Spesso si tratta di donne sole, isolate, con eccessive responsabilità, che hanno scarso supporto dal partner, lontane dalla famiglia di origine. Altre invece sono costrette a tornare al lavoro dopo soli tre, sei mesi dal parto, affidando i neonati al nido. C'è la tendenza a dedicare troppo poco tempo a se stesse e alla costruzione del rapporto con il proprio bambino".

Una pressione sociale e lavorativa in cui la maternità prelude talora a cambi di mansioni e non di rado a veri e propri arretramenti nella carriera. "In realtà gravidanza, parto e tutto il primo anno di vita sono processi psichici di grande lentezza, che hanno bisogno di tempi lunghi ed energie molte emozionali e fisiche per compiersi nel modo migliore" aggiunge la dottoressa.

Non parliamo poi di chi compie lavori pesanti o è a contatto con sostanze nocive o potenzialmente tossiche. "Anche per le ripercussioni sul nascituro, una mamma stanca, affaticata e stressata non fa bene al figlio" dice Marilisa Martelli. "Va recuperata una cultura della maternità che sia maggiormente rispettosa di ritmi biologici e psichici". (j. r. m.)