| I MOBILI IKEA E LE DONNE GABRIELE ROMAGNOLI Il fatto è che il mercato in cui la fabbrica svedese sta spopolando è quello musulmano: Kuwait, Arabia Saudita, perfino i ricchi Emirati considerano politicamente ammissibile e stilisticamente raffinato investire un paio di petrodollari per portarsi a casa un letto Sdrajadubod. Ma poi che succede, nell´ombra delle dimore: davvero l´emiro assembla? Ora l´Ikea è davanti a un dilemma etico ed economico. Dopo aver verificato la disparità tra sessi nella propria "letteratura" (parola del comunicato stampa) ha promesso una "revisione". Ma il mercato islamico prepara "barriere doganali": la figurina della donna che avvita è considerata peccaminosa, sul premier norvegese pende una inevitabile fatwa e sui ricavi dell´Ikea una falce. Ha scritto con qualche ragione un sito arabo: "Questo Bondevik non aveva altro di cui occuparsi?". E´ anche lecito porsi la stessa domanda per gli instancabili scovatori di peccati. |
||