PIOVONO PIETRE

Pioveranno, su Safya Hussaini, nigeriana, condannata alla lapidazione per aver concepito un figlio fuori dal matrimonio.

Una notizia che lascia sconcertate/i.

Di fatto, davanti ad un fatto così trucido si sono mossi in molti per chiederne la grazia.

I politici scrivono al presidente ed all'ambasciatore della Nigeria; le persone comuni fanno girare i loro appelli, Rodotà invoca, in virtù della globalizzazione dei diritti, il diritto di ingerenza; finalmente, dice lui, umanitaria senza dubbio alcuno.

Bene, speriamo che servano veramente a fermare quelle pietre il cui peso morale è mille volte più “pesante” del suo valore fisico perchè ancora e ancora uccidono una parte dell'umanità, quella sulla quale a tutt'oggi poggia molto del peso del mondo, della fatica del vivere e della sopravvivenza della specie.

Non vorremmo ogni volta elencare quello che le leggi degli uomini fanno delle donne: donne fantasma in Afghanistan, volti bruciati dall'acido in India, mutilate dall'infibulazione in Africa....

Le leggi e le religioni. Safya è stata giudicata in base alla sharia il codice penale islamico che per le donne prevede la lapidazione anche se l'adulterio, come in questo caso, in realtà è uno stupro. Lo stupratore va libero, la donna va condannata.

Già sentita questa, anche dalle nostre parti, non nella lapidazione materiale, ma nella lapidazione morale che molte donne vittime di violenza sessuale subiscono in quanto ritenute adescanti, soggetti attivi e quindi vere colpevoli. Chi si ricorda la sentenza dei jeans? Anche quella cadde come un macigno su ciò che si riteneva fosse fatto acquisito: che lo stupro è stupro e va condannato. Ma no! si trova sempre il cavillo che salva il testosterone...; adesso la Cassazione nostrana oscilla con altre sentenze che sembrano riparatrici...; ma è davvero rotto quel filo viscoso, quella bava sottile che appiccica, accomuna le leggi e soprattutto le religioni nello spazio e nel tempo e che è il controllo sessuale delle donne da parte dell'uomo? Nella legge islamica è evidente; Safya, prima di essere condannata ad una morte orribile, per essere stata violentata ed aver partorito un figlio fuori dal matrimonio, è stata sposa bambina, ceduta ripetutamente e ripetutamente abbandonata con quattro figli da sfamare. Il “posto della donna è la casa o la tomba”, dicevano i taleban, e, con le loro fruste oggi, lo sottolineano anche i mujaheddin...; e non era quello che anche i preti, non con la frusta ma con il rosario, ricordavano alle nostre nonne indicando l'immagine della madonna e conformando la prescrizione in modo meno minaccioso con “casa e chiesa”?. Noi abbiamo superato i tempi delle nostre nonne, ma le religioni sono religioni e se andiamo un po' indietro nel tempo, le scopriamo uniformi nella loro matrice, che è poi l'architettura sulla quale si innalzano: il dominio di un sesso su un altro. Da questo punto di vista, cristian o islam al 'è chel compagn; e per questo, per una consonanza fra soggetti sessuati femminili vittime degli integralismi religiosi nello spazio e nel tempo; la liberazione delle donne afghane è la nostra liberazione e la lapidazione di Safya è anche, idealmente, la nostra lapidazione.

WE WANT SAFYA TO BE ALIVE AND FREE E LIBERTâT PAR DUTIS LIS FEMINIS!!

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