| L’assessore De Poli «È meglio tornino a lavorare sulle strade» «La mia è una proposta un po’ provocatoria. Ma nelle case l’aiuto è difficile» (c.r.) La proposta è sicuramente provocatoria, ma non può certo passare inosservata. I locali hard piuttosto che gli appartamenti stanno ghettizzando ulteriormente un fenomeno, come quello della prostituzione, dove i volontari della Caritas o di altre associazioni arrivano sempre più difficilmente? « Allora rimettiamo le donne nei marciapiedi- dice l’assessore alle Politiche sociali della Regione, Antonio De Poli (nella foto ) - mi rendo conto sia una provocazione, ma se in questo modo possiamo aiutare donne sempre più schiavizzate, perchè sono più raggiungibili, potrebbe essere una strada percorribile.. .». L’assessore ieri era a Vicenza nella sede della caritas con l’assessore provinciale Leone Battilotti per fare il punto sul "progetto donna", finanziato dalla Regione con 86 mila euro nel 2003, un progetto che si rivolge alle donne costrette alla prostituzione proponendo loro, una volta abbandonata la strada, un percorso di riabilitazione e di inserimento sociolavorativo. Una valutazione molto positiva delle iniziative della Caritas è arrivata dall'esponente della giunta regionale che ha parlato di « un coinvolgimento culturale e istituzionale importante anche perché prende in esame l'altra faccia della medaglia prostituzione, cioè i clienti. Oggi bisogna seguire in modo globale il fenomeno della prostituzione ». Inoltre, l’assessore De Poli ha divulgato i dati che si riferiscono ai progetti veneti relativi alla legge regionale 41 del 1997 «abuso e sfruttamento sessuale: interventi a tutela e promozione della persona». «Oltre l'80 per cento dei finanziamenti regionali della legge in questo quinquennio - ha ricordato De Poli - sono andati a progetti contro la prostituzione coatta, cioè al fenomeno connesso all'attività delle organizzazioni criminali tese allo sfruttamento delle donne straniere». I progetti finanziati in quest'ambito sono stati 50; solo nel biennio 2001-2002 sono stati finanziati 19 progetti riguardanti interventi di sostegno alla fuoriuscita dallo sfruttamento a fini sessuali e al passaggio all'autonomia lavorativa. Inoltre, 16 progetti hanno riguardato l'integrazione sociale, 11 l'integrazione lavorativa, 5 la riduzione dei conflitti, 11 la sensibilizzazione e 12 la prevenzione. Le province coinvolte sono state 5 in quanto, a tutt'oggi, le realtà di Belluno e Rovigo non hanno presentato interventi in tali aree. La provinca di Padova ha realizzato 6 progetti, la provincia di Treviso ne ha realizzato 4 mentre le provincie di Vicenza, Verona e Venezia ne hanno realizzati 3 ciascuna. I finanziamenti regionali sono andati soprattutto ai Comuni (oltre 73 per cento), alle Ullss (oltre 15 per cento), e alle Province (oltre 10 per cento). Per il finanziamento dei progetti, nel biennio 2001-2002, la Regione ha stanziato oltre 721 mila euro. |
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