| PROVOCAZIONE DELLA VALENT Sms alle prostitute Il messaggio è inequivocabile: «Se sei costretta a prostituirti, non denunciare lo sfruttatore, la polizia ti userà e poi ti rimpatrierà. Per favore inoltra alle tue amiche». Sarebbe arrivato anche sui cellulari in uso ad alcune prostitute nigeriane (ma anche albanesi e ucraine) che popolano il lungo tratto della Domiziana l'sms che la Score-Italy, associazione attiva dal 1992 nel campo della promozione dei diritti civili per gli immigrati ha inviato nei giorni scorsi a 2385 donne, nell'ambito della campagna «cell campaig». Alla base di questa iniziativa, che oltre ai messaggi sul cellulare prevede l'attivazione di un numero verde (800.182700) per le segnalazioni, ci sarebbe la scarsa protezione di cui godrebbero le prostitute che decidono di denunciare i propri sfruttatori. Secondo l'associazione, nella maggior parte dei casi queste donne verrebbero rimpatriate, trovandosi così esposte a vendette e ritorsioni da parte del racket, e in sostanza finirebbero con l'essere reintrodotte nel giro. Simbolo di questa situazione è Evelyn, giovane nigeriana che ad agosto, dopo essersi rivolta alla polizia, è stata rimpatriata e che è ora abbandonata a se stessa. «Il rimpatrio di Evelyn è la rottura traumatica di un patto di solidarietà tra le donne sfruttate e le istituzioni che desiderano combattere il fenomeno della prostituzione», ha dichiarato Marie Caroline Kalembi, direttore del settore legale della Score-Italy, associazione a cui aderiscono 70 mila straniere e presieduta da Dacia Valent, ex europarlamentare del Pci. «I centri di accoglienza previsti dalla legge Turco-Napolitano sfuggono al controllo giurisdizionale», aggiunge Kalembi. Una campagna che sarebba già stata bocciata da più parti e soprattutto dalle donne italiane: dal mondo della politica (Livia Turco e Alessandra Mussolini) a quello delle donne coinvolte, agli operatori, che contestano la provocazione. b.sal. |
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