| Roma e il quartiere a luci rosse tutti bocciano l´idea del prefetto Lo stop della Prestigiacomo, solo la Lega appoggia Serra E´ polemica dopo l´intervista rilasciata a Repubblica Don Benzi: così gli aguzzini sarebbero tutelati dallo Stato La Maiolo: buona proposta, ci vorrebbe anche a Milano GIOVANNA VITALE Meno controverse le reazioni politiche, da destra a sinistra concordi - con l´eccezione della Lega - nel censurare, bocciare o liquidare le parole del prefetto di Roma con una semplice battuta. Il primo a intervenire è stato proprio il sindaco della capitale, Walter Veltroni: «Capisco che il prefetto, al quale mi lega stima e amicizia, abbia voluto farsi carico di una questione grave», ha detto, «ma l´idea di un quartiere a luci rosse è una risposta sbagliata a un problema reale». Una sottolineatura che ha provocato l´immediata precisazione del prefetto: «Da tecnico - ha replicato Serra - mi sono solo preoccupato delle numerose proteste dei romani sul tema della prostituzione. Tra l´altro sono d´accordo con il sindaco sulla necessità di contrastare in ogni modo la tratta delle schiave e di proseguire sulla via della prevenzione». Esattamente le parole pronunciate da Veltroni che aveva ribadito: «Occorre lottare contro la criminalità, lo sfruttamento, il degrado». La stessa linea adottata dal presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra (Margherita), in disaccordo con l´analisi del rappresentante territoriale del governo, al quale «va comunque riconosciuto il merito di aver messo in evidenza un problema che esiste a Roma e in tutti i grandi centri abitati, disturba i cittadini ed è legato quasi sempre ad organizzazioni criminali». Contraria anche il ministro per le Pari Opportunità: «La prostituzione in Italia - ha detto Stefania Prestigiacomo - è fatta soprattutto da ragazze straniere e clandestine. Il compito dello Stato è quello di liberarle dalla schiavitù, non di relegarle in quartieri». Per il ministro forzista, nel nostro Paese «ci sono gli strumenti, come l´articolo 18 della legge Bossi-Fini, che concede loro un permesso di soggiorno temporaneo e che dà la possibilità di essere accolte in case protette». Conclusione: «Basta investire sempre più in attività di promozione di strumenti che già esistono». Un plauso senza riserve viene invece dal ministro leghista delle Riforme, Roberto Calderoli, che definisce «sacrosante» le parole del prefetto Serra. «Sono anni che combattiamo, come Lega Nord, perché la prostituzione venga allontanata dalle strade e possa svolgersi soltanto in luoghi ad essa deputati, con i conseguenti controlli medici e di ordine pubblico e le sacrosante tasse», taglia corto Calderoli. Identica la reazione dell´azzurra Tiziana Maiolo, assessore alle Politiche sociali del capoluogo lombardo: «Il quartiere dell´amore dovrebbe esistere a Roma così come a Milano: un piccolo parco in zona isolata, lontano dai centri abitati, discretamente vigilato dalla polizia». E se per l´eurodeputato forzista, Antonio Tajani, la proposta di Serra non è condivisibile «perché Roma non è Amsterdam, è la capitale del cristianesimo. Va giù duro anche il ministro udc Carlo Giovanardi: «Vorremmo vedere chi lo spiega a quei cittadini che vi risiedono, che il loro quartiere è destinato ad essere una zona a luci rosse». Per il responsabile dei rapporti con il Parlamento la questione deve essere affrontata spingendo per l´approvazione della nuova legge sulla prostituzione proposta dal Governo. |
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