| Sesso in vendita? Si impara e si insegna Due esempi di quando il sesso si fa cultura: una scuola a luci rosse e una casa di tolleranza che diventa museo di Monica Maggi In Olanda, paese in cui la prostituzione è legale e la prostitute pagano regolarmente le tasse, il quartiere a luci rosse di Amsterdam è un'attrazione turistica che assicura un fatturato di tutto rispetto. Questo aspetto non da poco ha spinto madame Vis ad aprire la "Hanky Panky School". Elene Vis, 43 anni, conosciuta anche come la maitresse a cinque stelle, ha sempre avuto il pallino degli affari a luci rosse. Per vent'anni ha gestito una attivissima agenzia che forniva splendide escort (come vengono professionalmente ed elegantemente chiamate le accompagnatrici) a uomini d'affari e altri personaggi in cerca di compagnia, e soprattutto in grado di pagare bene. Nelle sue brochure di presentazione c'erano anche aitanti ragazzi, che insieme alle ragazze potevano contare su un guadagno di seimila euro al mese, per 40 ore lavorative. Ma le strategie insegnate da Elene Vis non hanno come unico obiettivo insegnare ad essere un'ottima cocotte. "Piuttosto - dice la fondatrice - possono servire per imparare che per sedurre, far innamorare e tenere ben stretto un uomo non è importante solo il sesso>.Ecco allora svelati i trucchi del mestiere: vestiti, abbigliamento, trucco, portamento, postura, sguardo e mimica in generale. Queste strategie di cattura costano circa 450 euro a corso, materiale didattico compreso. La Vis mette a disposizione libri, videocassette, manuali di Kamasutra, proiezione di diapositive. Un costo non da poco, della durata di una settimana. "Ma - giustifica la docente, che coordina anche una equipe di una decina di persone - in dieci minuti di buon sesso si possono guadagnare cifre notevoli". da cui non sono neanche escluse le donne un po' in là con gli anni che intendono ravvivare l'intesa coniugale. Un'altra rivisitazione del fenomeno "sesso in vendita" è avvenuta recentemente anche nel Nevada, uno dei più puritani Stati d'America. Il famoso Mustang Ranch, la prima casa di tolleranza legale aperto nello Stato, noto per essere il punto di riferimento degli americani in cerca di trasgressioni e peccati, ce l'ha fatta: dopo aver corso il serio pericolo di chiusura e di smantellamento, ora è diventato museo nazionale. Le ex dipendenti della casa chiusa, prostitute affezionate al loro lavoro, di fronte alla decisione del proprietario di chiudere i battenti del Mustang, hanno detto no e hanno lottato strenuamente portando avanti la battaglia di rivalutazione del mestiere più antico del mondo. Sharnel Silvey, maitresse e responsabile della casa dal 1986 al 1999, ha fatto da portavoce per tutte: abbattere il bordello sarebbe stato come distruggere un pezzo di storia, ha sostenuto per mesi. Con il pagamento di un biglietto e una buona pubblicità era convinta di farcela. Così è stato. Ora decine di visitatori entrano ed escono dal Mustang Ranch per visite guidate alle stanze e ai salotti delle signorine della notte. Il fenomeno del Mustang Ranch, della sua chiusura, della disoccupazione che avrebbe creato, ma soprattutto di come riconvertire un problema, facendolo diventare strumento di informazione e di cultura, ha destato scalpore. Tanto da spingere Alexa Albert e Lora Shaner a pubblicare, a poca distanza di tempo una dall'altra, due libri: "Il Mustang Ranch e le sue donne" e "Madame: dentro un bordello del Nevada", regolarmente in vendita su www.amazon.com per 6,40 dollari il primo, e 20,23 il secondo. |
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