Articolo da "Il Gazzettino" del 29 agosto 2003
Desideri, crimini e bugie:
"Sexmachine"

Il lavoro provocatorio della vicentina Giuliana Musso a Castelfranco per "Carne e Sangue"

Castelfranco
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Ci sono delle donne che offrono sesso a pagamento. Ci sono uomini che lo comprano. Le donne che in Italia si prostituiscono sono circa 70mila, alcune lo fanno per mestiere, altre lo fanno per necessità, altre ancora lo fanno perché costrette. I clienti sono milioni, lo fanno perché ne hanno voglia, e ogni giorno nel Belpaese si consumano più di 25mila rapporti sessuali a pagamento.

«Ma cosa spinge gli uomini ad andare a puttane?» È da questa domanda che nasce "Sexmachine", il nuovo lavoro di Giuliana Musso, l'attrice vicentina d'origine e friulana d'adozione che nella passata stagione ha emozionato e divertito con il suo "Nati in casa" (cento repliche, due segnalazioni per il premio Ubu). Non è ancora uno spettacolo compiuto, ma lo presenterà in forma di studio domenica 31 agosto a Castelfranco Veneto nel programma del festival "Carne e Sangue" (info 348-7368696 - www.anagoor.it), l'1 settembre a Villacaccia di Lestizza (Ud) e il 3 settembre al festival Itaca di Abano Terme (info tel. 049 8070790).

"Sexmachine", che ha come sottotitolo "bisogni desideri crimini bugie", scandaglia la controparte del (cosiddetto) mestiere più antico del mondo. «Quella delle prostitute è una categoria numericamente ristretta, indagabile ed indagata - spiega la Musso, che in questi mesi ha lavorato con Carla Corso, del Comitato per i diritti delle prostitute -. Dei clienti non si sa nulla, non si indaga, nulla viene messo in discussione. Perché?»

Perché i clienti non hanno una faccia monocorde. «Perché i clienti siamo noi - risponde l'attrice sulla scena, dove l'accompagna la chitarra di Igi Meggiorin - Tutti noi: impiegati, operai, artigiani, imprenditori, mariti, liberi professionisti, calciatori, commercianti, fratelli, single e ammogliati, vip e comuni mortali, fidanzati, belli e brutti, brutti ceffi e insospettabili, giovani e vecchi». Sì, noi italiani, che a leggere i numeri e a girare per le strade di notte non ci si sbaglia: siamo un popolo di santi, poeti, navigatori e di uomini che vanno a puttane.

"Sexmachine" indaga chi il sesso lo cerca e lo compra, per capire i rapporti quotidiani fra uomini e donne. «Si parla di commercio e di libertà - spiega Giuliana Musso - Oggi siamo liberi-emancipati-disinibiti, lo possiamo fare come vogliamo, con chi vogliamo e dove vogliamo. E più liberi siamo e più andiamo a farlo di nascosto, con donne che non conosciamo e che talvolta libere non sono. Quasi 10 milioni di rapporti all'anno esprimono in modo chiaro un bisogno di sesso che i rapporti gratuiti e reciproci, evidentemente, o non possono o non sanno soddisfare».

Ma al di là delle provocazioni divertite, questo lavoro di Giuliana Musso tocca nodi sensibili a partire dalla ricerca di sesso "altro". «Andare a puttane non è una malattia - dice - Fare la prostituta, liberamente e consapevolmente, non significa essere alienate mentali. Nascondere il fenomeno, negarlo, relegarlo nelle periferie o nelle nuove case chiuse non è la soluzione e non aiuta a capire».

"Sexmachine" - diretto da Massimo Somaglino - è in forma di studio perché «l'ammissibilità di un linguaggio per raccontare storie poco ammissibili è una misura che solo il pubblico può decretare», chiarisce la Musso. Ed effettivamente si tratta di un bel salto di contenuti e stile. «"Nati in casa" toccava le corde sensibili della memoria e della nostalgia per un mondo in cui la nascita era un evento a dimensione umana e non una malattia. "Sexmachine" riporta in maniera quasi brutale all'oggi. E il linguaggio è un puzzle di voci e di testimonianze, di storie diverse e a volte contrastanti».

Giambattista Marchetto