Articolo da "La Repubblica" del 11 marzo 2005


L´omicidio il 20 febbraio. Arrestati 3 giovani. Uno di loro coltivava il mito della razza ariana
"Prostituta uccisa, non è rapina killer sadici e forse razzisti"
Nigeriana morta a Brescia, l´ipotesi del procuratore

TIZIANO ZUBANI
BRESCIA - Dietro l´omicidio di Evelyn, ventitreenne prostituta nigeriana, avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 febbraio a Gussago, alla periferia ovest di Brescia, spunta lo spettro del razzismo. Lo ipotizza il procuratore della Repubblica di Brescia Giancarlo Tarquini descrivendo i tre esecutori (che hanno ormai confessato il delitto) come «spietati, crudeli, sadici e, probabilmente, anche razzisti».

Una lettura ben diversa da quella affacciata nelle prime fasi dell´indagine, quando si riteneva che la morte della giovane extracomunitaria fosse collegata a un tentativo di rapina poi degenerato in un delitto. Per gli inquirenti, invece, la rapina era solo un pretesto: nelle intenzioni dei tre ventenni ci sarebbe stata proprio la volontà di uccidere. A testimoniarlo, le modalità ricostruite freddamente dagli esperti della polizia scientifica: la ragazza è stata picchiata, soffocata a mani nude e poi strangolata con un laccio, presa a calci e colpita con una sbarra di ferro.

Uno dei tre assassini, come risulta dal diario trovato in camera sua, coltivava il mito di Hitler e della razza ariana, mentre un secondo - Francesco Polito, un giovane di Pompiano - sempre secondo i primi riscontri degli inquirenti, avrebbe organizzato l´agguato alla ragazza che conosceva bene e con la quale avrebbe fissato l´appuntamento mortale, nella speranza - lo ha raccontato lui stesso durante gli interrogatori - di finire in televisione e sui giornali «con la faccia da cattivo».

Anche per questo avrebbe lasciato un indizio sul luogo del delitto: un biglietto accanto al cadavere con scritto il suo soprannome, «Purè», con il quale era conosciuto nel giro della prostituzione. Proprio lui aveva procurato lo strumento per strangolare la sua giovane vittima: la cintura di cuoio del cappotto di sua madre; a ancora lui avrebbe tradito la "banda" usando la carta sim della vittima per chiamare, domenica scorsa, dei numeri a caso.

Per la morte di Evelyn, sono stati fermati con l´accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi Francesco Polito, 22 anni, di Pompiano, Stefano Varoschi, 23 anni, e Andrea Brescia, 19, entrambi di Soncino.

Ieri mattina Polito è comparso davanti al gip Eliana Genovese per la convalida dell´arresto (il giudice si è riservato di decidere anche sulla richiesta di arresti domiciliari avanzata dal difensore, Giorgio Zanelli, che definisce Francesco «un ragazzo molto solo, preda di gravi crisi affettive»), mentre l´udienza di convalida per i due ragazzi cremonesi dovrebbe tenersi in giornata. Ma Giarncarlo Tarquini insiste: «Quei tre non avevano bisogno di uccidere la ragazza per rapinarla. Avrebbero potuto prenderle i dieci euro e il cellulare che aveva nella tasca dei pantaloni e andarsene. Viene da pensare a una crudeltà profonda, alimentata di sadismo e razzismo, quasi come se fosse voluto l´omicidio e non la rapina». I tre ragazzi hanno caricata in auto la donna per poi scaricarla come un sacco dei rifiuti in un prato della periferia. Quindi hanno deciso di concludere la loro serata di follia con una birra e una pizza, come in una qualsiasi serata di noia in provincia.