Articolo da "Il Messaggero" del 1 maggio 2003
Era gestita da una padovana che pubblicizzava l’attività in rete.Tra i clienti, molto facoltosi, anche un prete
Cento squillo nella “casa chiusa"
Verona, nel giro studentesse e imprenditrici: tutte italiane

di SARA IPPOLITO
VERONA - Casalinghe, impiegate, commercianti, di età compresa tra i 30 e i 50 anni. Queste le donne che, in un appartamento di Verona, in pieno centro, ricevevano clienti facoltosi provenienti dal Veneto, dalla Lombardia, dall'Emilia Romagna e dal Trentino Alto Adige. Il giro di “squillo", un centinaio, tutte italiane, è stato scoperto dalla polizia in un appartamento di corso Porta Nuova 131, a Verona. La Squadra mobile ha arrestato la tenutaria della casa di appuntamenti, Anna Maria Passarotto, di origine padovana ma residente a Verona.

La donna è accusata di reclutamento, induzione, favoreggiamento e sfruttamento continuato ed aggravato della prostituzione, oltre che di minacce aggravate per mezzo di coltelli.

La Passarotto, infatti, era stata denunciata da una donna, nel settembre dello scorso anno, momento di “inizio" dell'indagine della polizia, con l'accusa di minacce. La Passarotto - ha riferito il dirigente della Squadra mobile di Verona, Marco Odorisio - era già stata condannata, nel 1978, per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le indagini della polizia, svolte anche attraverso appostamenti, hanno rilevato che ci sarebbe stato, tra i clienti delle prostitute, anche un sacerdote.

L'appartamento, una palazzina ottocentesca nei pressi della centralissima piazza Bra, vedeva un continuo via vai di belle signore distinte, camuffato dal fatto che, solitamente, si svolgeva durante gli orari di ufficio: la mattina tra le ore 9 e le 12 e, il pomeriggio, tra le 15 e le 18,30-19. Le donne erano gestite dalla sessantenne padovana, che dal 1982 combinava gli incontri delle prostitute con facoltosi imprenditori, pronti a spendere tra i 200 ed i 500 euro per normali o “estreme" prestazioni sessuali.

La “regina", così era nota nell'ambiente la Passarotto, organizzava anche orge, sui Colli Euganei o sul Garda, cene e feste a richiesta degli uomini facoltosi, che «arrivavano a spendere - ha raccontato Odorisio - anche decine di milioni di vecchie lire».

Durante le perquisizioni, la polizia ha anche trovato oggetti di solito utilizzati durante i rapporti sessuali a sfondo sadomasochistico e anche un vestito da suora. La tenutaria, che a volte partecipava ai rapporti sessuali, usava anche fotografare o riprendere con la telecamera i rapporti sessuali tra le donne ed i clienti. La Passarotto deve, così, rispondere anche del reato di trattamento illecito di dati personali, poiché alcune fotografie erano state poi pubblicate su riviste pornografiche, per trarne profitto. «Le donne - ha riferito Odorisio - hanno raccontato che, a loro insaputa, erano state pubblicate le loro foto su riviste, allo scopo di pubblicizzare l'attività sessuale. A tal fine, la Passarotto aveva anche creato un sito internet, che adesso è stato oscurato».

Durante le perquisizioni, la polizia ha anche trovato oltre 750 fotografie ritraenti i clienti e le prostitute in atti sessuali, materiale pornografico ed una cassetta che pubblicizzava le prestazioni sessuali. Il gip del Tribunale di Verona, Paola Vacca, ha accolto le richieste del pubblico ministero Giampietro Pascucci e ha così emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per la tenutaria della casa di appuntamenti.

Assieme alla donna, che è stata rinchiusa nel carcere di Verona, è stato denunciato, per gli stessi reati, un uomo di 69 anni di Verona.