Articolo da "Il Corriere della Sera" del 10 gennaio 2004
Connessione telefonica da 5 euro al minuto. Le donne si esibivano in casa davanti alla webcam
Prostituzione online: tre arresti
Anche minori «sfruttati» in videoconferenza. Il sito gestito da un’organizzazione

Prostitute in videoconferenza. Si esibivano davanti alla webcam . In casa. Per clienti che le sceglievano dalla galleria fotografica di www.newmeet.com. E pagavano con carta di credito o attraverso un programma dialer , connessione telefonica da 5 euro al minuto. I tre gestori del sito sono stati arrestati giovedì mattina. Le accuse: favoreggiamento della prostituzione e, dato che tra le ragazze c’erano 4 romene sotto i 16 anni, pornografia minorile. Sono i primi arresti in Italia per sfruttamento della prostituzione online. Una sentenza della Cassazione ha stabilito infatti che il reato è indipendente dal fatto che il contatto sia reale o virtuale. L’inchiesta, coordinata dal pm Gianluca Braghò e condotta dalla Polizia postale della Lombardia (che da qualche settimana è passata sotto il comando del dirigente Maurizio Piervincenzi), era partita nel maggio dello scorso anno. I detective del web hanno individuato il sito, scoperto i meccanismi di reclutamento delle ragazze e rintracciato i movimenti bancari sui conti dei tre titolari: due piemontesi e un siciliano, incensurati, tra 40 e i 45 anni. La loro base era in una società informatica di Borgomanero (provincia di Novara).

Il meccanismo: le ragazze venivano ingaggiate con la promessa di guadagni fino a 10 mila euro al mese. Bastava preparare un book fotografico da pubblicare sul sito e aspettare che i clienti «cliccassero» sul proprio nome. Il costo della prestazione davanti alla telecamera casalinga veniva concordato sul momento. Il 60 per cento della somma andava alla ragazza, il resto ai gestori del sito, piazza virtuale per contatti che a volte sono sfociati in incontri veri e propri. Le ragazze identificate lavoravano in Sardegna, Lazio e Veneto. Il medico legale ha certificato che le 4 romene coinvolte sono minorenni (da cui il nome dell’operazione: «Bocciolo di rosa»).

Il Gip del tribunale di Milano, Bruno Giordano, ha ordinato il sequestro di quattro conti correnti, su cui sono stati bloccati 35 mila euro, e l’oscuramento del sito, che si appoggiava a un provider di Milano. Sequestrati 8 personal computer, 18 hard disk, 160 cd-rom, 124 floppy disk e vari documenti contabili. Gli agenti della polizia postale hanno interrogato alcune delle prostitute online: sui 30 anni, alcune con famiglia. Tre hanno confermato le prestazioni sessuali a pagamento. E i mariti? «Sapevano tutto - hanno detto -, in fondo si trattava di sesso solo virtuale».


Gianni Santucci