| Otto 'lucciole' uccise, assassini in libertà Otto nomi di donne con la croce accanto. Compaiono sulle copertine di fascicoli relativi a casi di omicidio rimasti insoluti negli ultimi 18 anni. Otto povere donne, in qualche modo costrette a prostituirsi e uccise, quasi tutte a coltellate. I loro assassini sono tutti in libertà perchè nessuno di loro è mai stato individuato. Un caso, l'ultimo in ordine di tempo, è ancora aperto e potrebbero esserci buone speranze. Cominciamo proprio da questo, il lungo, tragico elenco di prostitute assassinate da clienti o da sfruttatori violenti: si riferisce ai resti umani trovati l'11 settembre scorso sulle colline di Brisighella. Appartenevano a un'albanese di 23 anni scomparsa nell'estate del 2002: la ragazza si prostituiva a Faenza e potrebbe essere rimasta vittima, più che di un cliente, di una faida fra sfruttatori. Il 22 settembre 1998 in una scarpata dell'E 45 fu trovato uno scheletro: in breve la polizia riuscì a dargli un nome e un cognome, quello di una moldava di 19 anni, Mariana Rusu. Fu indagato il marito, ma poi il caso venne archiviato. Il 14 febbraio del 1998 ai margini di una cava di sabbia di Savio fu trovato il cadavere di una prostituta austriaca di 31 anni, Brigitte Fugger: era scomparsa dalla notte fra il 2 e il 3 febbraio, probabilmente rapita da sfruttatori di altre ragazze. Fu uccisa con una coltellata al cuore. Vennero fermati due albanesi che risultarono ben presto estranei: la loro posizione fu quindi archiviata e l'omicidio è, come gli altri, rimasto insoluto. Il primo giugno 1997 sulle colline fra Faenza e Forlì fu trovato il cadavere di un'albanese di 25 anni, Mimosa Zira, gettata stordita in un pozzo. Si prostituiva a Faenza. Il 17 settembre del 1997, sempre fra Faenza e Forlì, furono trovati i resti di una ventenne macedone scomparsa nel novembre dell'anno precedente: anche lei si prostituiva nel Faentino. Quasi certamente entrambe le ragazze erano rimaste vittima di sfruttatori albanesi. Il 5 maggio 1996 in un appartamento di Lido di Savio fu trovato il cadavere di una prostituta dominicana, Iolanda Castillo. Aveva 34 anni e riceveva i clienti in casa. Uno di questi l'uccise piantandole ben due coltelli nel cuore. Senza frutto le indagini svolte anche fuori regione e seguendo la pista di un possibile killer interregionale delle prostitute. Appena un mese dopo, il 6 giugno, a Cervia, una giovane prostituta albanese rischiò di morire per le coltellate al collo inferte da un cliente marchigiano. La ragazza riuscì a fuggire e a dare l'allarme e il mancato omicida fu arrestato. L'elenco si allunga con il caso di Antonella Ghetti, tossicodipendente forlivese di 20 anni, uccisa a Faenza con una dozzina di coltellate la notte del 30 agosto 1987. Il cadavere fu scoperto al mattino lungo via Banaffa, una traversa della via Emilia, alla periferia verso Forlì dove la ragazza si prostituiva tutte le sere. Ad ucciderla era stato molto probabilmente un cliente, mai individuato. Altro omicidio di prostituta, insoluto, è quello relativo a una ravennate di 54 anni, di nome Aurora. La donna si prostituiva nella zona della stazione ferroviaria. Scomparsa il 28 novembre 1995, fu trovata cadavere l'8 dicembre, in un fosso nei campi di via Guiccioli, fra la Romea e via Sant'Alberto. Era nuda ed era stata strangolata probabilmente, anche in questo caso, da un cliente, mai individuato. |
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