Articolo da "Il Messaggero" del 14 gennaio 2005


Le giovani donne venivano prelevate in Nigeria e portate a Perugia: una maledizione da sciogliere prostituendosi
Schiave per paura della magia nera
Processo a sfruttatrice: per riavere il passaporto dovevano pagare 40mila euro

di UMBERTO MAIORCA
PERUGIA – Per riavere la propria anima (e anche i documenti) e la propria libertà avrebbe dovuto pagare 40mila euro. E per ripianare il debito, il mezzo più veloce era quello di finire sul marciapiede. Così prostituzione e voodoo si intrecciano in una aula di tribunale.

È iniziato, infatti, il processo a carico di una nigeriana di 30 anni, accusata di aver soggiogato con i riti magici un gruppo di compatriote, spingendole sulla via del marciapiede.

Le ragazze venivano contattate da un intermediario, con la promessa di un lavoro onesto: in genere parrucchiera o estetista. Per affrontare il viaggio, l'intermediario si offriva di pagare la spese: 2500 euro che le ragazze avrebbero restituito con calma, una volta che avessero iniziato a lavorare.

Ma quando sono giunte in Italia le ragazze hanno trovato ben altro ad attenderle: il marciapiede.

Per convincerle a prostituirsi, inoltre, gli organizzatori del traffico non hanno esitato a rifarsi ai riti magici voodoo. Gli sfruttatori hanno sottoposto le giovani a questi riti, convincendole che la loro anima fosse intrappolata in sacchetti fatti con i capelli delle vittime. Se si fossero ribellate avrebbero perso tutto. In molte ci hanno creduto subito e hanno ceduto al ricatto; quelle più “dure” da convincere sono state anche picchiate. E alla fine si sono trovate sole, senza documenti e con una “maledizione” sulla testa, e hanno ceduto. Nel frattempo il debito da 2500 euro è cresciuto fino a 40mila, aumentando giorno dopo giorno, con spese di vitto e alloggio e alloggio del “posto” sulla strada.

Una delle ragazze, però, ha trovato la forza di ribellarsi e di denunciare la sua “padrona”. La quale è finita sotto processo per sfruttamento della prostituzione. La giovane, assistita dagli avvocati Alessandra Donatelli Castaldo e Antonietta Confalonieri, ha anche trovato il sostegno del Comune di Perugia, costituitosi parte civile, nell'ambito del progetto “Free woman”, che si occupa di aiutare le vittime di reati di violenza, sfruttamento della prostituzione, tratta di stranieri e immigrazione clandestina. La prossima udienza si svolgerà a febbraio.