Articolo da "Il Mattino di Padova" del 27 gennaio 2003
IL LIBRO «LA MIA VITA» DI LINA MERLIN
«Prostituzione, legge iniqua»
La nipote della senatrice: mia zia sconfisse una lobby

Matteo Bosco Bortolaso
La legge Merlin tradita dall'attuale governo: è questo il responso che esce dal dibattito tenutosi alla libreria Feltrinelli nel quale è stato presentato il libro «La mia vita» (Giunti), scritto da Lina Merlin, nipote della senatrice socialista di Rovigo che nel 1958 abolì le case-chiuse. «Il libro» ha spiegato Franca Taddeo del direttivo dello Sdi, «viene ripresentato come occasione per riflettere sul testo di legge sulla prostituzione del 20 dicembre scorso, il quale ci lascia molto perplessi. Il ministro Prestigiacomo ha vietato la prostituzione per strada ed ha confinato le lucciole negli appartamenti, un modo mascherato per riaprire le case d'appuntamento abolite proprio dalla Merlin. Si è voluto cancellare una legge che ha segnato un passo avanti per la tutela della dignità della donna. Il provvedimento del governo è inadeguato in rapporto alla nuova realtà della prostituzione in Italia».

All'incontro era presente anche Franca Zanibon, 80 anni, nipote della senatrice rodigina, paladina dei diritti civile delle donne.

«Sono venuta qui per difendere l'immagine di mia zia. Una donna scomoda che una congrega di tenutari voleva togliere di mezzo: la cassa di birra cadutale addosso a Milano o la bomba a Bitonto non sono state messe lì a caso. L'iter della legge Merlin è durato 10 anni, ora la vogliono affossare. L'ho convinta a scrivere le sue memorie e così è nato questo libro, che nello stile rieccheggia Carducci e Hugo, autori da lei molto amati».

Pia Locatelli, responsabile nazionale delle donne Sdi, ha detto: «Voglio ricordare che la Merlin è stata una delle poche donne dell'assemblea costituente. Nell'articolo 3 della Costituzione è scritto che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale senza distinzione di lingua, religione ecc. E' lei ha aggiunto senza distinzione di sesso. La proposta del governo è stupida: in Italia le prostitute in strada sono quasi tutte immigrate. Nasceranno dei poccili lager gestiti da magnaccia».

Franca Bimbi, deputato della Margherita, invece, ha spiegato che «La proposta dal governo è sbagliata ma non stupida: essa dà all'opinione pubblica un immagine di pulizia delle strade. Il problema è che si confonde la libertà privata sessuale e la libertà di vendere il proprio corpo».

«Va rispettata l'autodeterminazione delle prostitute», ha concluso Pia Covre, del Comitato diritti civili alle prostitute. «Sono contraria a vietare il mercato del sesso per strada, piuttosto preferisco che vengano istituite delle zone di rispetto. E andrebbero depenalizzati favoreggiamento e adescamento».