| Matrimoni comprati per baby-prostitute ANTONELLA BARONE Hanno chiesto di patteggiare la pena i capi dell'organizzazione che faceva entrare clandestinamente in Italia giovani ragazze extracomunitarie per avviarle alla prostituzione. A distanza di un anno dalla clamorosa operazione che ha portato dietro le sbarre boss e gregari si è giunti alle prime pronunce. Il sostituto procuratore Ernesto Sassano, titolare dell'inchiesta, ha prestato il consenso al patteggiamento allargato della pena di tre anni e otto mesi, più una consistente multa per Dimitri Praschiv, alias Spilca, rumeno di 48 anni, capo dell'organizzazione, il primo ad essere arrestato, per Daniel Cherciu, detto Adrian Ciprian Gjuian, e per Maria Mazilu, entrambi arrestati in Spagna a seguito di mandato di cattura internazionale. Ora la decisione spetta al giudice per l'udienza preliminare Antonio Di Matteo. Dal momento dell'arresto tutti e tre sono detenuti e devono rispondere di pesanti capi d'imputazione che vanno dall'associazione per delinquere al procurato ingresso illegale di ragazze di cui molte minorenni, allo sfruttamento della prostituzione. Gli altri due della banda, Alexander But e Mirela Ionela Nedelcu, che sono a piede libero, hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario. Un'organizzazione con ramificazioni internazionali quella scoperta e sgominata lo scorso anno dalla polizia e dalla capillare attività investigativa, condotta in prima persona dal pm Sassano, impegnato giorno e notte per scoprire chi immetteva sul mercato italiano della prostituzione e in particolare nel Salernitano quelle giovanissime, provenienti soprattutto dai Paesi dell'Est, ingannate, in quanto era stato promesso loro un lavoro pulito e invece una volta giunte in Italia venivano costrette con la forza a prostituirsi. Paralizzate dalle minacce e dalla violenza dei loro aguzzini solo alla fine si sono fidate degli agenti e del magistrato e hanno raccontato la loro triste avventura. Per un periodo hanno vissuto sotto protezione, ora sono state reinserite nella società e hanno un lavoro onesto. Ma proprio da quella indagine e dall'incessante attività di controllo sul fenomeno gli investigatori hanno scoperto i nuovi sistemi utilizzati dalle organizzazioni criminali, dedite allo sfruttamento della prostituzione, per eludere i controlli. Fanno sposare le ragazze o con anziani oppure con tossicodipendenti, in modo che le giovani risultano «regolari» ai controlli, che sono stati intensificati negli ultimi anni lungo la litoranea, dove già dal tardo pomeriggio è possibile trovare giovanissime ragazze dal volto pulito, provenienti soprattutto dei paesi dell'Est in attesa dei clienti. Matrimoni celebrati dopo aver raggiunto un accordo, con relativo compenso per coloro che si prestano a dare un nome alle giovani e belle extracomunitarie. Prima il matrimonio e poi la strada, è questo il percorso obbligato.Tossicodipendenti a cui qualche migliaio di euro fanno comodo, oppure anziani soli, che accolgono anche con gioia la ventata di giovinezza che quelle ragazze possono offrire negli ultimi anni della loro vita. |
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