Immagine: Brigitte Niedermair
Articolo da "Il Corriere della Sera" del 13 settembre 2003
La donna entra nel «giro» per raccogliere fondi e riscattare la ragazza. Poi denuncia e fa arrestare lo sfruttatore

Mamma diventa «lucciola» per salvare la figlia

È diventata «lucciola» per salvare la figlia obbligata a prostituirsi. Un incubo che è durato quattro anni. Fino a quando le due donne hanno trovato il coraggio di denunciare il loro aguzzino e farlo arrestare. Vittime dei continui abusi e dello sfruttamento, Joroslava, 45 anni, e Marcela, 24 anni, di nazionalità ceca. In galera è finito Lirin Lumeshi, 33 anni, albanese, residente in Germania con regolare permesso di soggiorno, al quale le donne hanno fatto «guadagnare» 500 mila euro. La storia dai risvolti drammatici inizia nel 1999 quando Marcela finisce nella rete degli sfruttatori, facendosi convincere da una amica connazionale, sposata con un albanese, a lasciare il Paese per un lavoro da cameriera in Germania. Ma, appena arrivata ad Amburgo, la ragazza viene violentata di continuo e costretta a prostituirsi prima di essere venduta a un altro albanese, Lirin Lumeshi, appunto. L’uomo le fa credere di essere il suo salvatore e la convince a seguirlo in Italia. Ma, anche qui, sono botte che non danno scampo: torna sul marciapiede nell’hinterland a nord di Milano.

Sua madre, rimasta vedova e all’oscuro di tutto, decide di venire in Italia per riabbracciare la figlia che non vede da tempo. E scopre ogni cosa. Disperata, minacciata, decide di stare accanto a Marcela, prostituendosi con lei. Con la speranza di poter mettere via i soldi per «riscattarla».

In questi anni, madre e figlia inviano a Lumeshi 2.000 euro alla settimana. Fino all’altro giorno quando, d’accordo con i detective della Seconda sezione della Mobile, coordinati dall’ispettore capo Celestino Bruno, decidono di dire basta. Bloccano i pagamenti fingendosi gravemente malate. E l’albanese, per paura di perdere il lucroso business, si precipita a Milano dove scatta la trappola: viene riconosciuto mentre sale su un taxi e bloccato al semaforo rosso di via Cermenate.

Ora madre e figlia, trasferite in una località segreta, sono tornate a vivere.


Michele Focarete