Articolo da "La Repubblica" del 25 ottobre 2002
Rinviata ieri dal consiglio dei ministri la discussione del ddl. Giovanardi: sono necessarie delle integrazioni

Prostituzione, la legge non passa

Scontro nel governo. La Lega: controlli sanitari obbligatori

GIOVANNA CASADIO
ROMA - «Sui casini è la storia che ci dà ragione...». Bossi lascia pochi margini alla mediazione nel consiglio dei ministri che affronta ieri la «svolta» sulla prostituzione. La pensa così il Senatùr ed elenca le tre cose per lui "indigeste" nel disegno di legge che - 48 anni dopo la legge Merlin - vieterà in Italia la prostituzione in strada e punirà i clienti con ammende e anche il sequestro dell´auto. Il governo doveva approvarlo ieri, invece salta anche se, formalmente, è rinviato alla prossima volta.

Se al leader leghista non piacciono né il sequestro dell´auto del cliente, né i controlli sanitari non obbligatori alle prostitute, per i ministri dell´Udc, Giovanardi e Buttiglione «le incongruenze e i difetti del testo» erano tali che «si è deciso per ora di non farne nulla». E confidano poi nel Parlamento e nelle proposte di legge che là giacciono per arrivare a un risultato soddisfacente. Nel governo insomma lo scontro è stato rinviato, togliendo la "patata bollente" della prostituzione dal fuoco.

«Non è scontro, ci sono delle integrazioni da fare. E comunque questa è la base di partenza», si affretta a precisare Carlo Giovanardi. Minimizza anche il ministro Stefania Prestigiacomo che a maggio aveva dato l´altolà agli eros center proposti da Bossi. A distanza di cinque mesi e di decine di riunioni tecnico-politiche, la nuova legge sulla prostituzione è stata abbozzata e porta la firma del vice premier Fini, di Bossi ministro per le Riforme e della Prestigiacomo. Illustrato ieri da una relazione di Fini, il ddl si è conquistato le critiche dei cattolici e del centrosinistra. Tra i centristi della Casa delle libertà c´è poi una doppia anima tra chi (Volontè, capogruppo alla Camera dell´Udc e Buttiglione) è decisamente contrario e chi (Giovanardi e il presidente Ccd Follini) è disponibile a trovare una soluzione. Marida Bolognesi (Ds) e Beppe Fioroni (Margherita) dicono che lo stop «è un sollievo». La legge è composta da 5 articoli ma potrebbe esserne cassato uno dopo lo scontro di ieri. Il primo articolo recita: «L´esercizio della prostituzione è vietato in luoghi pubblici o aperti al pubblico». Inoltre, «non costituisce reato di favoreggiamento» la locazione per civile abitazione «a canone di mercato di appartamenti in cui si eserciti la prostituzione» e sono ammesse «attività di assistenza» senza fini di lucro tra prostitute. Le pene: da 200 a 3 mila euro per le prostitute in strada che, se recidive, rischiano anche da 20 giorni a 3 mesi di carcere. Per i clienti multe da 200 a 1000 euro, ma la seconda volta presi in strada la multa aumenta e c´è il sequestro dell´auto per 40 giorni.