| Rinviata ieri dal consiglio dei ministri la discussione del ddl. Giovanardi: sono necessarie delle integrazioni Prostituzione, la legge non passa Scontro nel governo. La Lega: controlli sanitari obbligatori GIOVANNA CASADIO Se al leader leghista non piacciono né il sequestro dell´auto del cliente, né i controlli sanitari non obbligatori alle prostitute, per i ministri dell´Udc, Giovanardi e Buttiglione «le incongruenze e i difetti del testo» erano tali che «si è deciso per ora di non farne nulla». E confidano poi nel Parlamento e nelle proposte di legge che là giacciono per arrivare a un risultato soddisfacente. Nel governo insomma lo scontro è stato rinviato, togliendo la "patata bollente" della prostituzione dal fuoco. «Non è scontro, ci sono delle integrazioni da fare. E comunque questa è la base di partenza», si affretta a precisare Carlo Giovanardi. Minimizza anche il ministro Stefania Prestigiacomo che a maggio aveva dato l´altolà agli eros center proposti da Bossi. A distanza di cinque mesi e di decine di riunioni tecnico-politiche, la nuova legge sulla prostituzione è stata abbozzata e porta la firma del vice premier Fini, di Bossi ministro per le Riforme e della Prestigiacomo. Illustrato ieri da una relazione di Fini, il ddl si è conquistato le critiche dei cattolici e del centrosinistra. Tra i centristi della Casa delle libertà c´è poi una doppia anima tra chi (Volontè, capogruppo alla Camera dell´Udc e Buttiglione) è decisamente contrario e chi (Giovanardi e il presidente Ccd Follini) è disponibile a trovare una soluzione. Marida Bolognesi (Ds) e Beppe Fioroni (Margherita) dicono che lo stop «è un sollievo». La legge è composta da 5 articoli ma potrebbe esserne cassato uno dopo lo scontro di ieri. Il primo articolo recita: «L´esercizio della prostituzione è vietato in luoghi pubblici o aperti al pubblico». Inoltre, «non costituisce reato di favoreggiamento» la locazione per civile abitazione «a canone di mercato di appartamenti in cui si eserciti la prostituzione» e sono ammesse «attività di assistenza» senza fini di lucro tra prostitute. Le pene: da 200 a 3 mila euro per le prostitute in strada che, se recidive, rischiano anche da 20 giorni a 3 mesi di carcere. Per i clienti multe da 200 a 1000 euro, ma la seconda volta presi in strada la multa aumenta e c´è il sequestro dell´auto per 40 giorni.
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