Articolo da "La Repubblica" del 7 maggio 2002

Eros center, oggi discussione a Palazzo Chigi. Giovanardi e Prestigiacomo: bloccheremo il progetto

Prostituzione, ecco la legge Bossi ma nel governo è subito scontro

Tredici articoli e un obiettivo: togliere le lucciole dalle strade, tassarle e controllarle

GIOVANNA CASADIO
ROMA - Tempestivo come aveva annunciato. Incurante di qualunque invito alla cautela. Il ministro Bossi non ha voluto sentire ragione e stamani la nuova legge sulla prostituzione scritta dalla Lega sarà discussa a Palazzo Chigi nella riunione che precede il consiglio dei ministri.

Tredici articoli e un obiettivo: togliere le prostitute dalle strade delle città che hanno più di 50 mila abitanti e spostarle in "eros center", tassarle, controllarle sanitariamente se hanno ottenuto l´autorizzazione della questura all´esercizio della prostituzione. «Gli eros center vanno fatti solo nelle grandi città in modo che la campagna possa fare quello che ha sempre fatto: garantire il futuro della società facendo figli», ha detto Bossi annunciando a poche settimane dal voto per le amministrative, la legge della svolta che svuoterà da «una vergogna» le valli padane.

Tecnicamente la bozza del disegno di legge è stata elaborata dagli uffici del ministro del Welfare, il leghista Bobo Maroni di cui porta la firma. Ma già si annuncia un duro scontro nel governo. I centristi sono pronti a dare battaglia, ugualmente il ministro forzista delle Pari Opportunità, Stefania Prestigiacomo. «Ci sono controindicazioni politiche, morali e umane, si torna indietro di 40 anni e si riconosce che la vendita del corpo di una donna è un´attività commerciale e pertanto tassabile. Bloccheremo il progetto», attacca il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi (Udc). Ancora più netta la reazione della Prestigiacomo: «Noi ci preoccupiamo di salvarle le donne schiave e costrette a prostituirsi, siamo contrari a schedature, a controlli sanitari obbligatori, alle case chiuse e a qualunque forma di sfruttamento, peraltro espressamente vietato dalla Convenzione Onu del 1950». È disposta ad ammettere il ministro delle Pari Opportunità che «resta un problema di ordine pubblico che va affrontato e sul quale del resto è in corso un dibattito parlamentare».

Del dibattito parlamentare la proposta che Maroni e Bossi presentano oggi al pre-consiglio dei ministri non tiene granché conto. I 13 articoli stabiliscono che gli "eros center" nelle grandi città non possono essere più di uno per quartiere, non saranno collocati in condomini o comunque in luoghi di civile abitazione, e potranno ospitare al massimo 10 prostitute. Pene più severe per gli sfruttatori ma anche multe salate per chi continua a prostituirsi in strada: fino a 5 mila euro per le prostituite e fino a 10 mila euro per i clienti.

Il capo di gabinetto di Bossi, Francesco Speroni ha detto che per chi sgarra, continuando ad esercitare in strada avrebbe preferito il carcere. «Un accordo politico della maggioranza sulla legge c´è», aveva garantito Speroni all´indomani dell´annuncio di Bossi. Alla prova dei fatti, stamani i leghisti sembrano soprattutto preoccupare la coalizione di governo.