Articolo da "La Repubblica" del 11 maggio 2008




"Ho paura, al cliente chiedo i documenti"
Lecco, una notte tra le prostitute dell´Est con l´incubo del serial killer
"Un ragazzo ha tentato di strangolarmi. E il racket ci impone 50 euro a sera"

PIERO COLAPRICO
DAL NOSTRO INVIATO
NOVEDRATE - La ragazza scuote la testa: «Quelli che "stanno dietro" sono buoni solo per prendere i soldi, non ci aiutano, io se ho bisogno di aiuto chiamo la milicja». Sondra è una bionda ventenne, molto bella e, nonostante gli sgambatissimi pantaloncini di lamé rossi e i reggicalze bianchi, mostra la dignità che hanno, a volte, gli sconfitti: «A diciott´anni mi sono fidata di un uomo, il resto è inutile da dire, tanto che cosa cambia? Queste notti abbiamo paura, tutte noi abbiamo paura. Pensiamo che ci sia un cliente pazzo, un maniaco, qualcuno che ha preso tre ragazze, le ha uccise e le ha buttate in montagna nei sacchi della spazzatura. Le abbiamo viste in tv e ne parliamo, certo. E l´unica cosa che abbiamo pensato per difenderci è questa. Andiamo tutte con il cliente nello stesso posto, là, tra gli alberi. Vicino ci sono anche delle case. Se il cliente vuole andare da un´altra parte, non ci andiamo e scendiamo dalla macchina. Io almeno non ci vado, per niente. Lo so, non è vita, ma almeno voglio costruire casa in Romania. Sono della stessa città di una delle ragazze uccise».
Sulla strada novedratese, un serpentone di asfalto e di rotonde, tra mobilifici e fabbriche, la possibilità che esista un serial killer di giovani prostitute ha cambiato alcune abitudini. Tre investigatori della squadra Mobile di Como, in servizio di «intelligence», ci hanno preparato il terreno e così si riesce a comprendere un po´ meglio come funziona questo mondo notturno, con alcune strane regole. Tina ha 26 anni, è alta, snella, un volto spigoloso, da modella, anche se ride sempre: «Io ai clienti chiedo il documento». In che senso? «Chiedo. Sei italiano? Gli italiani fanno vedere il documento, gli altri no. E con gli altri non vado più». Però è stato un italiano a farle paura: «È successo due mesi fa. È arrivato questo giovane, meno di trent´anni, robusto, carino, su una bella macchina. Siamo andati qua dietro, quando abbiamo finito, mi ha messo le mani al collo e ha stretto. "Ti ammazzo", gridava. Ma è suonato il mio telefonino, sono riuscita a far scattare la risposta, si sentiva una voce maschile, ho detto che erano i carabinieri e sono scappata giù. Guarda qua, ho ancora il segno». L´uomo non era armato. E non era un rapinatore. Ce ne sono tre o quattro, arrivano, fingono di contrattare, poi tirano fuori una pistola e rubano l´incasso, il telefonino. «Molti sono marocchini, sanno che siamo clandestine, non li possiamo denunciare», raccontano le ragazze.
La loro paura però è meno forte del bisogno. Sia per Tina sia per centinaia come lei. Queste strade «sarebbero» statali e provinciali. In realtà, per le ragazze squillo, queste strade sono «Albania». Esiste una frontiera invisibile, una legge sui generis: ogni zona ha il suo prezzo. E la media, che ogni ragazza paga, nessuna esclusa, è di 50 euro per notte. Chi lo spiega meglio è Laura, 35 anni, una veterana, disincantata, lascia un cliente ad aspettare, fa cenno che vuole parlare con noi e quello, docile, annuisce e attende. Il posto di questa giovane donna è la rampa in discesa di un meccanico: lei e la sua amica - abitano insieme a Milano - arrivano, posteggiano l´auto e «passa una ragazza, sappiamo chi è, le diamo i 50 euro e siamo a posto per la notte, nessuno ci dà fastidio. Io sono stata anche cameriera, mi davano 5 euro all´ora in nero...».
I conti in tasca al clan sono presto fatti. Cinquanta euro per cento ragazze fa 5mila euro a notte, in nero ed esentasse. Più la cocaina. Più la percentuali che i boss ricevono da alcune ragazze, le «loro», non quelle che affittano il posto-strada, come se fossimo al mercatino delle pulci e non a questo supermercatone del sesso stradale. Le donne in vendita sono tante. Forse, la paura di un ipotetico maniaco seriale è meno forte della paura di una certezza della pena inflitta dai clan che dominano questo dedalo di vie. Le indagini sulle tre vittime certe - le romene Ionela Dragan, 20 anni, scomparsa il 22 agosto; e Luminic Dan, 17 anni, scomparsa il 26 agosto; e poi Silvia Demciuc, detta Natasha, moldava, 26 anni, trovata in un sacco il 20 aprile scorso - si sono arricchite in queste ore di un nuovo testimone. Un vedovo che conosceva l´ultima vittima, qualche volta l´accompagnava a prostituirsi e l´ha sentita parlare di una faida tra rumeni e albanesi, con particolari che ha riferito ai carabinieri. Natasha, come ormai si sa, è stata presa dal suo assassino ad Arosio, davanti a «Maggioni Unieuro». Vicino c´è un chiosco, gestito da due bulgari: «Ci dispiace molto per quello che è successo a Natasha. No, nessuno è venuto a farci domande, lei è il primo che ci chiede se la conoscevamo. Sì, veniva qua a bere, a mangiare anche qualche cosa. Era molto gentile, poi si metteva laggiù, in una zona d´ombra».
Appartarsi con una ragazza costa più o meno quanto una serata in pizzeria per due. Tina, la più chiacchierona, spiega che lei, come le altre bianche, chiede in media 30 euro «per una cosa semplice». Anche in questo caso, i conti sono rapidi. «Ogni sera ho una decina di clienti, ma non lavoro tutte le sere, qualche sera mi diverto, vado in discoteca, a ballare, a camminare con amici. Diciamo che guadagno almeno mille euro a settimana. Ma poi dipende dai casi. Ho un cliente di 85 anni. Tra poco arriva, mi ha già chiamato. È gentile, mi porta in un motel sulla statale dei Giovi, dà 200 euro a me, con 45 paga la camera e dopo un quarto d´ora mi riporta indietro. Ho sempre agitazione, magari muore mentre stiamo insieme, invece ce la fa ogni volta, non so nemmeno io come», dice, e ride.
Giriamo, giriamo, c´è la polacca che finge di non capire. E c´è Zora, un´ex schiava dei clan, una che ha testimoniato in un processo e ha fatto ingabbiare un intero clan. La sua vita però non ha svoltato. È scappata dalla comunità ed è approdata su queste strade, paga i suoi 50 euro e fa spiccare le calze autoreggenti bianche, da abito da sexi-sposa: per lei c´è la fila, anche questa notte.