Articolo da "La Gazzetta di Modena" del 12 novembre 2002

'Tratta' di donne via Internet
Catturati 18, un solo italiano

p.l.s.
Sgominato dalla mobile della questura e dalla polizia municipale un giro di giovani rumene acquistate da connazionali e poi sfruttate. Le ragazze erano comprate via Internet. Il prezzo dai 6 ai 10 milioni in vecchie lire secondo il giudizio emesso da una "commissione" costituita dagli stessi sfruttatori che assegnavano un voto ad ogni ragazza la cui immagine era spedita con "e mail" dalla Romania. Le più care erano le minorenni, anche giovanissime, poco più che quattordicenni. Per queste il prezzo poteva aumentare anche del 10 per cento in quanto considerate "merce speciale" sui marciapiedi non solo modenesi. 18 gli arrestati, di cui tre donne che fungevano da meitresse. Le ragazze erano fatte arrivare in Italia attraverso canali clandestini. Il resto, dall'arrivo a Modena delle giovani donne, è nella quotidianità delle organizzazioni che gestiscono giri come questo. Marciapiedi, "marchette" da 50 a 100 mila lire a prestazione, tutto l'incasso a chi comanda. In una parola, sfruttamento. Gestito da rumeni che nello sfruttamento della prostituzione da marciapiedi sembra abbiano soppiantato gli albanesi. Tanto che le albanesi ancora sui marciapiedi erano spesso fatte spostare dai rumeni dopo aver pagato ai loro protettori il luogo dove battevano. Il giro messo in piedi dai diciotto arrestati, andava avanti da oltre un anno e aveva trattato qualcosa come 50-70 giovani donne il mese. A scrivere la parola fine della "consorteria degli sfruttatori" sono stati gli uomini della mobile della questura e quelli della polizia municipale. Determinanti questi ultimi a far scattare il blitz che ha permesso di individuare dove erano "segregate" le ragazze, in appartamenti sparsi un po' ovunque in città, procurati dall'unico italiano del gruppo che all'interno dell'organizzazione ricopriva il ruolo d'incaricato della logistica.