articolo da "La Repubblica" del 12 agosto 2002.
IL CASO

Porto Sant´Elpidio, parte la sorveglianza elettronica del Comune

Non scoraggia i clienti il video "antilucciole"

Le multe dei vigili per infrazioni al codice arriveranno a casa Il sindaco: "Sono certo funzionerà"

Lunghe file di auto in attesa sabato notte nonostante i cartelli che segnalano le telecamere spia

PORTO SANT´ELPIDIO (ASCOLI PICENO) - L´occhio del "grande fratello" sembra non aver intimorito le "lucciole", e soprattutto i loro clienti, che si sono dati appuntamento alle Fratte, la zona a luci rosse di Porto Sant´Elpidio, anche per il debutto del sistema di videosorveglianza realizzato dal Comune.

Il discusso e ormai da tempo pubblicizzato sistema di telecamere per contrastare il fenomeno della prostituzione è infatti entrato in funzione sabato nel piccolo quartiere i cui residenti, negli anni passati, avevano fatto vere e proprie crociate, con fiaccolate lungo le strade e blitz bellicosi dal sindaco della cittadina. Ma davanti agli obiettivi elettronici non è mancata la lunga sfilata di auto lungo la strada che, tra l´Adriatica e lo svincolo autostradale, si trasforma ogni sera in un supermarket del sesso. E sì che i clienti erano stati anche messi in guardia: l´operazione "grande fratello", oltre ad essere stata annunciata in tempo, seppure notturna si svolge alla luce del sole: diversi cartelli stradali avvisano infatti che la zona è sottoposta a videosorveglianza.

E´ tuttavia ancora presto per un bilancio vero e proprio. «I dati - dice il sindaco, Paolo Petrini - non sono ancora attendibili, anche perché ieri c´era maltempo, ma siamo certi che il provvedimento si rivelerà efficace».

Ma nella notte, dalle 22 fino alle 4, la fascia oraria in cui sono in funzione ben 10 "occhi" posizionati in punti strategici, nonostante piovesse e a dispetto della pubblicità data all´iniziativa, i clienti delle prostitute - in maggior parte nigeriane, ma anche albanesi e in genere slave - non si sono fatti attendere.

I vigili urbani, manovratori del "grande occhio", ancora non hanno preso confidenza con le sofisticate apparecchiature, in particolare uno zoom, ma sembrano entusiasti e a breve tutto il sistema dovrebbe entrare a pieno regime: uno di loro resterà nella postazione fissa, nella sede del comando di polizia municipale, e segnalerà alla pattuglia, con due colleghi a bordo, le infrazioni via via riscontrate sul monitor. Si tratta, ovviamente, di infrazioni al codice della strada, unico strumento, a quanto pare, in grado di far desistere i clienti delle "lucciole". La pattuglia, così, si recherà immediatamente sul posto segnalato, per contestare la multa in loco. Se il cliente se ne sarà andato, il verbale gli arriverà a casa, perché nel frattempo il vigile seduto davanti allo schermo avrà annotato il numero di targa.

Ieri, invece, c´è stato un tradizionale pattugliamento, con una messa a punto dei sistemi di ripresa. Tra questi, un "gioiellino" da 3 mila 500 euro, una telecamera a 360 gradi che può coprire fino a 500 metri di distanza. Secondo il sindaco - 39 anni, diessino, dirigente d´azienda, sposato e con due figli, in carica dal '97 prima per un breve mandato e poi rieletto nel '98 - il garante per la privacy nulla ha eccepito riguardo al provvedimento adottato: «La videosorveglianza già esiste per il controllo delle infrazioni al codice della strada, nel nostro caso cambiano le intenzioni». Ovvero, mandare a rotoli il mercato della prostituzione, con tutti i suoi strascichi: la criminalità, la tossicodipendenza, la sofferenza delle stesse prostitute. Nonché la serenità dei residenti: «Sfido chiunque - commenta il sindaco, che non è certo un "bacchettone", essendosi peraltro espresso a favore della legalizzazione della prostituzione - a sopportare tutto questo in silenzio».