| Londra rivoluziona il suo mercato del sesso Una nuova legge dopo secoli: prostitute non più colpevoli ma vittime ORSOLA CASAGRANDE Le vecchie leggi inglesi prevedono che ad essere punite siano le donne: il reato di adescamento è ancora in vigore. La prostituzione in quanto tale non è illegale ma sono ben trentasei i reati connessi ad essa, dall'adescamento in luogo pubblico al «vivere di guadagni immorali». Il Gmb (che ha una sezione che si occupa di «divertimento e lavoratori del sesso») è stato consultato dal ministero degli interni durante il processo di redazione del disegno di legge: la parte riguardante la prostituzione è stata affrontata separatamente e non nel più complessivo progetto di legge riguardante le offese sessuali. Il sindacato ha suggerito l'istituzione di zone franche, sulla falsariga delle «zone sicure» australiane. «E' certamente più sicuro per le donne lavorare in due o tre in un appartamento che non da sole e per strada». Attualmente le prostitute non possono esercitare in gruppo perché c'è una legge del quattordicesimo secolo che lo vieta, ed è una legge cui si fa spesso ricorso. Le «zone sicure» che ha in mente il sindacato sono molto diverse dalle «zone di tolleranza» come quella sperimentata l'anno scorso a Northampton: in quel caso le donne che potevano lavorare per strada senza timore di essere arrestate sono state soggette ad un maggior numero di attacchi e di violenze. La proposta del sindacato ha incontrato il favore della polizia, che ha chiesto al governo più poteri (e più risorse) per combattere il crimine organizzato che sta spesso dietro alla prostituzione. Il ministro Blunkett nell'annunciare che il nuovo disegno di legge sarà discusso in parlamento probabilmente entro il mese di gennaio ha aggiunto che «prenderà in considerazione tutte le opzioni disponibili, anche le più radicali». Il che tradotto significa anche che ci sarà una nuova ondata di repressione nei confronti di chi lavora per strada. Nel contempo però si affronterà la questione «da tutti i punti di vista», come sottolinea il ministero, per arrivare ad una revisione completa di leggi vecchie mezzo secolo. Positivi anche i commenti dell'associazione magistrati che da tempo chiedeva la revisione di leggi inattuali e soprattutto inefficaci. Già nella legge sulle offese sessuali sono contenute nuove norme che proteggono per esempio le ragazze e i ragazzi minorenni che si prostituiscono: devono essere trattati come vittime e non come criminali. Il governo ha inoltre stanziato fondi per progetti di aiuto e sostegno a quelle ragazze che scelgono di lasciare la strada ma rischiano anche la vita perché sono di fatto «proprietà» di organizzazioni criminali che sfruttano la prostituzione. |
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