Articolo da "Il Gazzettino" del 6 giugno 2003

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CHIOGGIA Sgominata dal Commissariato di Polizia una banda di bulgari che sfruttava numerose connazionali
Prostitute per non essere uccise
Per costringerle sui marciapiedi avevano fatto saltare in aria l’abitazione dei genitori di una vittima
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Chioggia
Tre bulgari in manette e altri dodici denunciati. Assieme gestivano un traffico di prostituzione che poteva contare all'incirca su 23 ragazze, anche loro tutte di nazionalità bulgara e che ha fatturato ai quindici "aguzzini" non meno di un milione e mezzo di euro in pochi mesi. A stroncare il giro ci ha pensato il Commissariato di Polizia di Chioggia, in collaborazione con il personale della Squadra mobile di Trento e di quella di Venezia, con il coordinamento della direzione distrettuale antimafia di Venezia. I tre arrestati sono Nikolay Georgiev Vutov, di 27 anni; Anatoli Dimitrov Angelov, di 24 anni, e Tsvetomir Plamenov Nachalnishki, di 26 anni.Le accuse a loro carico sono pesantissime: associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, oltre al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le indagini sono durate a lungo: si parla di oltre sette mesi di lavoro, con intensa attività di pedinamento, intercettamento e osservazione. I quindici bulgari vivevano a Sottomarina assieme a gran parte delle 23 ragazze, in un paio di appartamenti nella zona di San Felice. Alla sera le ragazze con furgoncini venivano portate nelle zone industriali del Padovano e del Veneziano e lì venivano tenute d'occhio fino all'alba. A fine nottata gli sfruttatori si facevano consegnare tutto il denaro e riportavano le ragazze negli appartamenti di Sottomarina. Praticamente tutte le ragazze erano state portate in Italia dai loro connazionali con il miraggio di un posto di lavoro in locali e pub della zona. Arrivate qui però sono finite a suon di minacce in mezzo alla strada, obbligate a vendere il proprio corpo per sopravvivere. Alcune provano a ribellarsi ma i tre bulgari che tengono le redini dell'organizzazione prima le minacciano e poi effettuano delle vere e proprie vendette trasversali, attuando una serie di attentati in Bulgaria contro i genitori delle ragazze ribelli. Attentati di vero stampo terroristico e pesantissimi: in un caso la casa dei genitori di una ragazza è stata fatta saltare in aria con una bomba a tempo. L'indagine è partita quando la questura di Trento ha fermato e identificato diverse ragazze bulgare. Qualcuna comincia a collaborare, ma è ancora troppo poco per far scattare le manette. Le ragazze hanno troppa paura. Scattano le indagini. La Polizia di Chioggia riesce a rintracciare le ragazze e i loro aguzzini a Sottomarina. Comincia la lunga attività di osservazione che ha portato, una ventina di giorni fa, all'arresto dei tre bulgari e alla denuncia di altri 12. Tutti e 15 erano sprovvisti di permesso di soggiorno, i tre arrestati si trovano ora nelle carceri veneziane in attesa del processo mentre gli altri 12 verranno rimpatriati al più presto. Stessa sorte avranno anche le 23 ragazze bulgare che ritorneranno a casa. Per loro l'incubo è finito. Non è la prima volta che a Sottomarina vengono rinvenuti cittadini extracomunitari clandestini che gestiscono traffici di prostituzione nel padovano e veneziano. Evidentemente in molti pensano di poter sfuggire ai controlli insediandosi nell'area di Sottomarina, defilandosi quindi dalle grandi città. I controlli però sono anche qui molto serrati e per la banda di bulgari non c'è stato scampo. Denunciato anche il proprietario degli appartamenti di Sottomarina affittati in nero ai bulgari. Sono in corso indagini per stabilire se l'uomo fosse a conoscenza o meno del traffico.
Marco Biolcati
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