Articolo da "Il Messaggero" del 23 agosto 2003

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Dopo il blitz della polizia in un condominio di Casabianca emerge una nuova realtà. Preferita la costa
Le case chiuse stanno già riaprendo
Sempre più prostitute lasciano la strada per esercitare negli appartamenti
di DIANA MARILUNGO
Il fenomeno della prostituzione nel Fermano è in aumento. Da una parte si è ridotto il meretricio praticato sulla strada, dall’altro è in forte crescita quello effettuato nelle case di appuntamenti. Una novità sconcertante è rappresentato dal fortissimo aumento della prostituzione maschile. I “gigolò” sono in forte ascesa e guadagnano molto di più delle loro colleghe donne e trans. Ciò nonostante le Forze dell’Ordine abbiano intensificato i controlli, compiuto raid e messo i sigilli a più di una “casa chiusa”. Interessante è anche il fatto che molti proprietari di appartamenti stanno affitando a prezzi per niente modici sempre più spesso le loro case a prostitute che vi praticano il proprio mestiere. E’ cambiato anche il metodo dell’approccio all’amore a pagamento. I contatti adesso arrivano soprattutto tramite le riviste specializzate edite anche localmente. Queste riportano annunci più o meno espliciti. A Fermo, per esempio, ve ne sono due che vanno per la maggiore. «I dati parlano chiaro ha affermato Daniela Torquati, assistente sociale del Comune di Fermo- il fenomeno si sta diversificando rispetto al passato». Secondo una corposa ricerca dell’Associazione On The Road che agisce anche nel Fermano, in quest’anno il cambiamento delle presenze in strada è caratterizzato dalla diminuzione del travet albanese e dall’aumento di quello transessuale, sia italiano che sud americano e infine dalla presenza di donne italiane. Le nigeriane che frequentano la zona sono il 21%, mentre le transessuali ed i travestiti italiani sono circa il 18% e provengono principalmente dal sud Italia. Le sud americane transessuali rappresentano il 14% e provengono in maggioranza dal Brasile. Erano brasiliane le tre donne e la “maitresse” trovate dalla Polizia nell’appartamento di via Adami a Casabianca di Fermo nella giornata di mercoledì. Insieme alle donne nella casa di appuntamenti c’erano anche due clienti che, come la legge vuole, non sono stati perseguiti. Don Vinicio Albanesi presidente della Comunità di Capodarco e delle CNCA italiane sostiene da anni la necessità di una normativa che punisca anche il cliente delle prostitute. «Gli uomini sono liberi di accedere alle prestazioni a pagamento ha affermato con ironia Don Vinicio Albanesi l’importante è che si salvaguardi l’ordine pubblico. La prostituzione sta subendo gli stessi fenomeni di nascondimento che ci sono per esempio per le tossicodipendenze. Tutto è fatto in maniera “soft”, non deve disturbare più di tanto, non deve creare problemi di ordine pubblico e ciascuno è libero di fare ciò che vuole. Di fatto ha proseguito Don Vinicio- sono aumentate le case chiuse che si stanno allargando a macchia d’olio anche nelle nostre zone. Il mondo della prostituzione sta invadendo e coinvolgendo non soltanto persone marginali, ma c’è l’offerta di persone di nazionalità italiana che ricoprono il ruolo di tranquilli organizzatori del meretricio. Questo fenomeno già presente nelle grandi città ora è anche visibile dalle nostre parti. Non si trovano più le prostitute per strada. Sempre più è vigente un sistema organizzato. Oggi diventa precario stare in strada per cui si va nelle case, in alberghi compiacenti, cioè si usano quelle forme raffinate che lasciano intatta la prostituzione e creano meno problemi di visibilità. Il segnale dato è inarrestabile ha detto ancora Don Vinicio Albanesi - La prostituzione è una delle attività a cui si ha accesso a condizione che non disturbi il senso estetico. Non vi è nessuna remora morale alla compravendita. Le telecamere non servono a scoraggiare la prostituzione. Servono a dire che essa si fa in modi adeguati ed in luoghi adeguati. Non serve certo a cancellare il fenomeno.
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