Articolo da "Il Manifesto"
del 29 settembre 2005

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Cdl,
prostitute dietro le sbarre
Pena
sino a sei mesi di carcere se si «esercita» in un luogo pubblico
CI. GU.
Cambia
il codice penale sulla prostituzione: esercitare «in luogo pubblico o
aperto al pubblico» diventa un reato che potrà essere punito con il
carcere fino a sei mesi. E' il risultato di un emendamento al disegno
di legge contro la prostituzione approvato ieri dalla Commissione
giustizia alla Camera. Obiettivo: «togliere la prostituzione dalle
strade», come ha spiegato Italico Perlini, capogruppo di Forza Italia
in Commissione. L'emendamento è stato presentato dal deputato azzurro
Gaetano Pecorella (noto anche per essere l'avvocto di fiducia del
premier Berlusconi). «Connesso a questo emendamento, vi è anche una
modifica del codice di procedura penale diretta a prevedere la
possibilità dell'arresto in flagranza della persona esercente la
prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico», ha spiegato
Perlini. «In questo modo - ha continuato Perlini - si vuole realizzare
lo scopo principale della norma, accanto a quello delle forme di
assistenza, e cioè la eliminazione della presenza nelle strade delle
città italiane di prostitute, spesso provenienti da altri paesi».
Chiaramente bisognerà attendere la votazione finale sul disegno di
legge, ma la novità è di rilievo: finora, infatti, la prostituzione non
è mai stata considerata un reato in Italia (esiste però la multa per
adescamento), e finora il dibattito sul tema - tanto nella maggioranza
che nell'opposizione - mirava a trovare delle soluzioni più soft.
L'opposizione
ha immediatamente lanciato l'allarme. «Il primo risultato
dell'emendamento - ha spiegato Anna Finocchiaro, capogruppo dei Ds in
commissione Giustizia - sarà che le donne schiavizzate e costrette a
vendere il proprio corpo dovranno farlo in luoghi nei quali nessun
controllo potrà essere effettuato. Ciò significa che la tratta di
persone e la loro eventuale punizione fisica fino alla morte, rimarrà
ancor più impunito perchè nessuno lo potrà vedere». Di una norma
«libertcida e ipocrita» ha parlato il deputato Ds Franco Grillini «La
maggioranza - ha detto - ha respinto la proposta di `zonizzazione'
presentata dall'opposizione, e ha preferito votare per il carcere.
Ancora una volta l'ipocrisia e la sessuofobia della destra italiana si
afferma anche nella legislazione a totale dispetto del nome casa delle
libertà»
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